«Noi siamo più competitivi di Parigi»

Il presidente di Select: «Vogliamo delle partnership, non rubare affari»

Avvocato Bepi Pezzulli, lei è presidente e fondatore del Comitato Select Milano. Chi siete?

«Siamo la società civile organizzata, ovvero una cinquantina di professionisti, imprenditori, finanzieri e docenti. Italiani e inglesi, o meglio figure istituzionali della Borsa di Londra».

Il vostro obiettivo?

«Lanciare un'iniziativa di diplomazia economica per definire un nuovo paradigma e un nuovo assetto di relazioni commerciali tra l'Italia e il Regno Unito, che coinvolga Milano e la City di Londra, al fine di sviluppare un distretto finanziario dell'Eurozona a Milano».

Da quanto lavorate per creare a Milano il distretto finanziario?

«Dal 2013 quando il premier britannico David Cameron ha annunciato il referendum sulla permanenza del Regno Unito nell'Unione europea. Eravamo certi dell'esito della Brexit».

Come?

«Era già chiaro allora in che direzione stesse andando l'economia inglese, ovvero verso la Cina, Qatar, il mercato delle energie pulite».

Qual è il vostro ruolo?

«È la stessa cosa che ha fatto il Comitato per le Olimpiadi di Londra o il Comitato promotore di Expo a Milano. Per prendere delle decisioni i mercati si attendono che ci siano certe condizioni. Noi cerchiamo di far dialogare pubblico e privato per far sì che vengano trasferiti a Milano i flussi finanziari che con la Brexit non possono più avere sede nel Regno Unito».

Dicevamo che nel vostro comitato ci sono rappresentanti della City di Londra. Ma perché Londra dovrebbe collaborare con Milano, e non essere concorrente?

«Perché è chiaro che i programmi devono essere condivisi, ed è quindi necessario costruire un dialogo. Non solo, gestisce l'Euroclearing la Cassa di compensazione e di garanzia, che è posseduta dalla Borsa di Londra. È dunque chiaro che utilizzare le infrastrutture di mercato italiano è più protettivo per Londra. Quindi dà più sicurezza Milano rispetto a Parigi».

Altri plus di Milano?

«L'infrastruttura di Milano è ottima: competente e tecnologica. A Milano vengono gestite 10 miliardi di transazioni in euro al giorno contro i 570 miliardi di Londra. Il mercato è piccolo ma si può espandere».

Con la Brexit l'euroclearing non potrà più avere sede a Londra...

«Il messaggio che vogliamo lanciare è che non vogliamo rubare il business ma cerchiamo di costruire una partnership con la City. L'Italia e Milano in particolare hanno tutti gli interessi a ospitare le attività di clearing perché è strategico per lo sviluppo delle banche e per la gestione del rischio sistemico».

MBr