«Con noi spazio a Lega e Ncd Il caso Pavia l'ha dimostrato»

PaviaAlessandro Cattaneo, l'enfant prodige di Forza Italia, ha stravinto il primo turno delle elezioni comunali a Pavia. Oltre dieci punti di distacco: 46,6% contro il 36,4% dello sfidante Massimo De Paoli. Il ballottaggio dell'8 giugno ha un finale già scritto? Solo a sentirlo dire, il sindaco si agita: «Ci sono ottime premesse, ma con il ballottaggio non si scherza. Se qualcuno pensa di aver già vinto e si rilassa, non va assolutamente bene».
La sua sfida principale è far tornare a votare coloro che l'hanno già scelta. Ce la farà?
«Al centrodestra è rimasto lo zoccolo duro e siamo fiduciosi. Trovo molta motivazione nel nostro elettorato. Forza Italia alle Europee ha preso il 17% e per il Comune il 22, a cui si deve sommare la mia lista civica all'11%. Il nostro bacino ha fatto il suo dovere».
Che impatto avrà l'effetto Renzi sul voto di Pavia?
«Secondo me sarà un effetto negativo per la sinistra. Come noi un tempo subivamo il contraccolpo dell'effetto Berlusconi, e al ballottaggio ci sgonfiavamo, adesso loro subiranno il contraccolpo dell'effetto Renzi. È stato positivo per il primo turno: sono andati tutti al traino. Ma adesso al secondo?».
Non la spaventa la coda della valanga Pd?
«A Pavia il Pd ha fatto il 42 alle Europee e il 30 alle Comunali: ottime premesse per noi. Poi è come essere un corridore che vede davanti a sé il traguardo: bisogna rimanere concentrati, lucidi e pedalare più forte. Pedalare duramente».
L'astensionismo è stato alto anche a Pavia. Come valuta questo dato?
«Ho due grandi bacini di riferimento per il ballottaggio. Chi non è andato a votare: il 30%. E il 7% che ha votato Grillo. Gli slogan più diffusi tra i delusi sono “tanto non cambia niente“, “sono tutti uguali”. Ritengo che chi voglia guardare i fatti di questi cinque anni di governo a Pavia, trova argomenti per smentire questi due slogan».
Perché chi non l'ha votata dovrebbe votarla?
«I fatti sono sotto gli occhi di tutti. Abbiamo valorizzato la vocazione turistica di Pavia, con numeri mai visti: le mostre di Monet e Renoir hanno registrato 150mila visitatori in quindici mesi. Abbiamo sistemato la città e rifatto il passeggio sul Ticino che sta cambiando il modo della città di vivere il proprio fiume. Con il polo tecnologico abbiamo contribuito a creare nuovi posti di lavoro. E da liberale di centrodestra, aggiungo che ogni anno il Comune risparmia 10 milioni di euro di funzionamento rispetto a quando sono arrivato».
La coalizione che la sostiene va da Forza Italia a Ncd a Fdi alla Lega. Crede debba essere un modello per il centrodestra a livello nazionale?
«Credo sia l'unico modello possibile per un centrodestra che vuole essere credibile e di conseguenza vincente. Sono gli elettori a chiedere unità. A loro non interessano i personalismi né la dialettica autoreferenziale».
La Lega in campagna elettorale si è spostata molto a destra. Ncd è al governo con il Pd. Tra di loro fanno scintille. È davvero possibile tenere tutti insieme?
«A livello locale sicuramente sì. Lo dicono anni di storia. Sul livello nazionale adesso ci sono ancora tossine in circolazione che vanno smaltite. Ma se devo pensare a un centrodestra del futuro, è indubbio che bisogna andare uniti. Governiamo insieme la Lombardia. E Alfano e Maroni sono rimasti per tre anni nello stesso governo».
Lei ha detto che Forza Italia ha bisogno di rilancio e di gente che si metta in gioco. Che significa?
«Mettersi in gioco vuol dire prendersi responsabilità, dire quello che si pensa fuori da tatticismi. Per liberare le energie di cui il partito ha bisogno».
Qual è la cosa più importante su cui puntare per il futuro?
«A Pavia continueremo a rifare più bella la città. E ridurremo le tasse, concentrando le attenzioni e i fondi su nidi e materne per le famiglie. Per noi la famiglia con papà e mamma, non con genitore 1 e 2, è fondamentale».