Nomine, partito il risiko Rossello scala la Fiera

L'avvocato dei vip spunta a sorpresa per la presidenza dell'Ente A Ferrovie Nord Maroni vuole Gibelli, in Regione al suo posto Bonomi

Ore decisive per le nomine di Fiera spa e nelle altre società controllate dalla Regione. Venerdì gli ultimi incontri per far quadrare i conti e quello tra Silvio Berlusconi e il presidente Benito Benedini prima del varo in serata della lista della Fondazione Fiera che ha in cassaforte il 62 per cento della spa. Risolutivo il faccia a faccia dell'altro giorno tra Berlusconi e il governatore Roberto Maroni che avrebbero trovato un accordo sul rinnovo dei vertici. Difficile una riconferma del bocconiano Enrico Pazzali arrivato al termine del secondo triennio, sulla sua poltrona di amministratore delegato siederà l'oggi direttore generale della Fondazione Corrado Peraboni . Manager di grande esperienza nel settore fiere e un passato in parlamento con la Lega, è il candidato di Maroni e che non dispiace anche al presidente della Camera di commercio Carluccio Sangalli. A entrambi non sarebbe dispiaciuto confermare il tandem con Benedini che, invece, proprio ieri ha confermato ai vertici della Fondazione che non si sposterà. Libera anche la presidenza di Fiera spa lasciata dall'imprenditore Michele Perini impegnato anche nel consiglio di amministrazione Mediaset e destinata a Cristina Rossello . Uno dei più quotati avvocati patrimonialisti, esperta in diritto societario e bancario con studi a Milano, Roma e Bruxelles, è segretario del patto di sindacato di Mediobanca e si dice custode dei segreti degli uomini più potenti d'italia. Tra cui lo stesso Berlusconi. Pronti, invece, a entrare nel cda l'ex europarlamentare Licia Ronzulli e il capogruppo di Fi in Comune Pietro Tatarella . In lizza anche l'ex assessore regionale Stefano Maullu , rimasto fuori dall'europarlamento solo per un pugno di voti. Ma questo, dicono i big impegnati nella trattativa, «è solo l'inizio» perché a cascata andranno decise tutte le cariche nella galassia delle società partecipate. Senza dimenticare il ruolo decisivo della Fondazione nel bando per le aree dei vecchi padiglioni al Portello dove uno dei progetti favoriti è quello per il nuovo stadio del Milan. E poi Arexpo, la società dove siedono sia Regione che Fondazione per ridisegnare il milione di metri quadrati a Rho-Pero dopo l'Expo.

Ancora aperta anche la questione Ferrovie Nord, dove in ballo c'è la poltrona del presidente Norberto Achille . «Qui dobbiamo cambiare tutto», ha detto Maroni ai partiti del centrodestra convocati per esaminare il dossier. Ma, nonostante l'impegno ad affidarsi a tecnici e rispettare le quote rosa, il posto sembra destinato al segretario generale della Regione Andrea Gibelli , magari sostituito a palazzo Lombardia da un uomo di assoluta fiducia di Maroni come l'avvocato ed ex presidente di Sea e Alitalia Giuseppe Bonomi . Meno impellente il rinnovo per Autostrada Pedemontana lombarda dove a essere sostituito potrebbe essere l'amministratore delegato Marzio Agnoloni . Magari per lasciare il posto a Maullu, già ad di Tangenziale Esterna Milano. Tutte da giocare, invece, le partite per il rinnovo delle cariche in Finlombarda, la finanziaria della Regione e per il centro ricerche di Nerviano.