«Non basta la gioventù per saper fare della buona politica»

Il 30enne capogruppo Fi in Comune e la polemica sulla «rottamazione»

Pietro Tatarella, ma lei quanti anni ha?

«Trentuno, perché?».

La moda della rottamazione partita da Matteo Renzi ha contagiato anche a destra.

«Io spero proprio di no».

Vuol dire che l'età (giovane) non è una condizione indispensabile per fare politica?

«Per far politica servono altre cose: la passione e una gran voglia di cambiare le cose».

Lei così giovane è già capogruppo di Forza Italia in Comune, ma magari vogliono rottamare anche lei.

«Non mi piace proprio tutta questa voglia di rottamare».

La sua collega Silvia Sardone ne fa una battaglia.

«Magari serve per avere un po' di visibilità, ma non alza il livello del dibattito politico».

Il coordinatore Giulio Gallera dice che il candidato sindaco deve avere esperienza, la Sardone che dopo tre mandati si va a casa.

«Prima che di candidati, parliamo di idee e programmi».

Un trentenne come lei non difende i giovani?

«Ma certo. Ce ne sono tanti nei consigli di Zona e che Fi sicuramente candiderà».

Un candidato sindaco della società civile o politico?

«Di certo un politico, perché deve conoscere bene la macchina amministrativa. Con questa crisi non ci possiamo permettere di perdere altro tempo».

Gabriele Albertini è uomo di grande esperienza.

«Sarebbe un errore. Il fallimento di una classe dirigente che dopo di lui non avrebbe saputo costruire nulla di nuovo».

Quando Pisapia ha battuto la Moratti lei cosa faceva?

«Ero consigliere di Zona».

Il centrodestra perse dopo vent'anni. Fu la bocciatura delle vostre politiche?

«No. Il nostro errore fu solo la troppa sicurezza di vincere. Ma quella sconfitta è stata per noi un benefico bagno di umiltà».

Fi vuole un suo candidato.

«Dobbiamo ripartire dal nostro Dna: economia, lavoro e soprattutto welfare».

Ma il centrodestra oggi parla molto di sicurezza.

«Un altro errore. Se qualcuno pensa di vincere rincorrendo la Lega, si sbaglia di grosso».

E allora cosa serve?

«La stupirò con una frase di Berlusconi: non dobbiamo lasciare indietro nessuno».

Un tema caro alla sinistra.

«Periferie e molto sociale. Chi è in difficoltà si aspettavano tanto da Pisapia che invece con loro ha fallito ancor più che su sicurezza e degrado. Per questo la delusione è grande».

Da dove comincerebbe?

«Oggi le associazioni del sociale sono scelte dal Comune con chissà quali criteri. Meglio un voucher con cui il cittadino possa scegliere a chi rivolgersi. Si eliminano i favoritismi e si premia chi lavora bene».

Altro?

«Politiche per l'occupazione per giovani e cinquantenni che non riescono a reinserirsi. Penso all'Afol».

Insieme a Lega ed Ncd?

«Alleanza ampia. Anche se un Ncd succube di Renzi non piace ai nostri elettori».

Vi fa più paura Fiano o l'assessore Majorino?

«Nessuno dei due. Piuttosto un candidato della società civile che peschi tra i moderati».

Farete le primarie?

«Alla fine no, non sono il modo migliore per scegliere. Ma se la Lega pensa che Fi abbia paura, allora siamo pronti».