«Non ci vogliono dare la casa? Facciamo esplodere il Comune»

Da vero criminale, pretendeva rispetto Giorgio Cervino. Ma anche il sussidio comunale di disoccupazione. E un alloggio Aler a Pero. Naturalmente senza averne diritto. Classe 1953, originario di Foggia, con numerosi precedenti, il balordo era disposto a tutto. E chi, in questi anni, ha tentato di mettersi contro lui e i suoi abusi - o anche solo a dissentire, a parole - ne sa qualcosa. Finalmente i carabinieri della compagnia di Rho lo hanno arrestato, insieme ad altri 4 pregiudicati suoi complici, per associazione per delinquere finalizzata all'incendio, allo spaccio, all'estorsione, allo spaccio di monete false e anche al tentato crollo doloso. La gang, infatti, aveva organizzato per lo scorso Capodanno un attentato dinamitardo alla sede del municipio di Pero. Una vera e propria esplosione con la deflagrazione di una bombola di gas che ricorda da vicino i fatti a maggio alla scuola «Morvillo Falcone» di Brindisi. Tuttavia, i troppi carabinieri, sia in borghese sia in divisa, che passavano di lì, hanno costretto i malviventi a desistere. E Cervino e i suoi avevano cambiato obiettivo, destinando il «botto», il «regalino da 15 chili» (come lo chiamavano al telefono) allo stabile Aler di via Sommariva, sempre a Pero, dove ci sono 4 alloggi nuovi in fase di assegnazione. Solo grazie ai militari, che li «ascoltavano» e li seguivano giorno e notte è stata scongiurata la tragedia.
Il profilo di Cervino, però, è di quelli brutti davvero. Innanzitutto va detto che l'uomo spadroneggiava su Pero, pretendendo il pizzo da diversi commercianti: al titolare di un bar, ad esempio, ha chiesto 5mila euro per permettergli di continuare a lavorare e non bruciargli il locale. E, proprio allo scopo di dirimere qualsiasi tipo di questione o di dissidio che lo riguardavano, al 59enne vengono attribuiti ben 19 incendi di auto avvenuti a Pero dall'ottobre scorso.
Il pregiudicato è però anche uno spacciatore e un pedofilo: lo scorso 13 gennaio, infatti, stava per violentare due 15enni, un italiano e un nordafricano, che non potevano pagargli due dosi di stupefacenti. Arrestato per violenza sessuale prima ancora che il rapporto si verificasse sempre dai carabinieri di Rho che lo seguivano da tempo, il giorno stesso Cervino è stato rinchiuso in carcere, dove giovedì, al termine dell'indagine, gli è stata notificata l'ordinanza per l'associazione a delinquere emessa dalla Procura di Milano. Come ai suoi complici: il 41enne di Pero Riccardo Longobardi, il ventenne milanese Nicola Romani e il coetaneo Luca Giovagnoli, sempre di Pero. Secondo gli investigatori e i magistrati il gruppo avrebbe speso anche delle banconote false, ottenute dalla malavita albanese.
Ma veniamo di nuovo al boss Cervino. Per intimidire chi gli negava sussidio e alloggio Aler l'anno scorso il foggiano aveva fatto incendiare una Opel Agila di servizio del Comune e ordinato ai complici di tagliare le gomme dell'auto di un'assistente sociale. Nei giorni precedenti Capodanno, poi, la banda aveva sistemato una bombola di gas prima davanti al municipio e, subito dopo, in via Sommariva. Quando qualcuno aveva rubato la bombola del Comune, il gruppo ne aveva piazzata una seconda davanti agli appartamenti dell'Aler. Ma i malviventi, ormai, si sentivano accerchiati. Tanto da non riuscire nemmeno ad applicare l'innesco per fare «il botto». E così mandarono nuovamente tutto a monte.