«Non rispettano il Patto»: a Triboniano espulsi 11 rom

I vigili urbani avevano notato la presenza continua di persone estranee all’accampamento

Davvero uno spiacevole risveglio quello di ieri per un gruppo di undici rom del campo di Triboniano. Alle 7, infatti, tre famiglie residenti con le loro quattro roulotte, nell’area «tre» del campo, sono state allontanate dalla polizia municipale e da una trentina tra poliziotti e carabinieri, per non avere rispettato le regole del ben noto «Patto di legalità» che i nomadi hanno dovuto firmare, alcuni mesi fa, per accedere alle roulotte. Durante i controlli, poi, sono stati allontanati anche due romeni che dormivano all’interno di due veicoli ma fuori dal campo.
«Il primo allontanamento è avvenuto circa due settimane fa - ricorda il vice sindaco Riccardo De Corato -. Oggi (ieri per chi leggendr) altre tre famiglie lasciano il campo per non aver rispettato le regole».
Di quali regole si tratti è presto detto. I vigili urbani, nei giorni scorsi, avevano notato la presenza continua di persone estranee all’interno delle quattro roulotte. Così, dopo ulteriori verifiche e controlli, nei giorni successivi i servizi sociali e il settore sicurezza del Comune hanno emesso nei confronti di undici nomadi un provvedimento di allontanamento. Così ieri le roulotte sono state svuotate degli effetti personali e portate al deposito della Protezione civile. «Speriamo che arrivi forte e chiaro il messaggio di legalità che stiamo lasciando perché non può esserci solidarietà e accoglienza per chi non rispetta le regole - fa notare De Corato -. I vigili effettuano controlli quotidiani e spesso nelle prime ore del mattino, proprio per accertare che i presenti nel campo non trasgrediscano le condizioni del Patto di socialità e legalità, ad esempio ospitando nelle roulotte amici o parenti per la notte».
«In caso di irregolarità - ha spiegato l’assessore alle Politiche sociali, Mariolina Moioli - diamo attuazione a quanto stabilito nel Patto, ovvero la revoca dell’assegnazione della roulotte e l’allontanamento della famiglia. Un’azione di legalità che verrà progressivamente estesa a tutti i campi autorizzati del Comune: i residenti, infatti, hanno l’obbligo di informare le autorità se intendono ricevere ospiti, la cui presenza deve essere comunque concordata con gli operatori».
Sulla situazione dei campi nomadi nel capoluogo lombardo il vice sindaco era già intervenuto domenica scorsa quando un rom bosniaco di 77 anni, Nazif Sulejmanovic - patriarca dell’omonimo clan nomade insediato nel campo rom dell’Olmatello, a Firenze - ha ucciso a colpi di pistola in un campo irregolare di Muggiano due nipoti di 15 e 20 anni.
«Gli insediamenti, regolari e no, dei nomadi sul territorio milanese devono essere oggetto di attenzione costante e continue ispezioni da parte delle forze dell’ordine perché quanto avvenuto a Muggiano è solo uno degli episodi di violenza o di illegalità che troppo spesso si consumano tra quelle baracche».