"Non spetta all'Anpi fare piani da Real Estate"

Ha parlato di «36 milioni di crediti mai riscossi», di «ombre da chiarire» e ha presentato una segnalazione sul Bilancio alla Corte dei Conti e alla Procura.

Roberto di Stefano, sindaco di Sesto San Giovanni dal 25 luglio scorso: la situazione dei conti ereditati dalla giunta del Pd è davvero così disastrosa o è uno strascico di campagna come sostiene la sinistra?

«A leggere i numeri la situazione è a dir poco preoccupante, mi sembra che abbiano gestito i soldi e le proprietà di un ente pubblico quasi a livelli familiare, mancano i contratti delle utenze, i cittadini si accollavano costi dovuti da circoli o associazioni, i debiti con i fornitori sono arrivati a 89 giorni di ritardo».

Tra le ombre segnalate ai giudici contabili ci sono le sedi assegnati ad associazioni a prezzi low cost.

«Da un lato critico gli spazi concessi a realtà che onestamente sembrano non aver prodotto molto per la città, se non pubblicare sui siti foto dell'ex sindaco Chittò in campagna elettorale, alcune sono vicine a ex consiglieri e assessori, si comprende la mobilitazione in campagna. Dall'altra, mi domando perchè non in una situazione di bilancio così critica e con il numero di immobili a disposizione del Comune si è voluto tenere proprio in centro alcune associazioni».

Ad esempio?

«Cito il caso di Emergency, sede in via dei Giardini, quindi pieno centro, per 358 euro all'anno. Sono il primo ad avere a cuore l'associazionismo, ma abbiamo - appunto - una Casa delle associazioni e tante altre sedi in zone periferiche, non vedo perchè non valorizzare a prezzi di mercato quelle più di valore. Bisogna razionalizzare le spese».

Tra le «anomalie» ci sono gli spazi di Villa Zorn subaffittati dall'Anpi al ristorante «Caffè degli Artisti»?

«Se l'Anpi occupa Villa Zorn, dimora storica di proprietà del Comune, mi aspetto che al limite gestisca attività a favore dei cittadini più bisognosi, come un ristorante a un euro o la mensa dei poveri, non che si metta a fare operazioni da Real Estate».

In un mese da sindaco ha firmato i Daspo contro i bivacchi, bloccato la moschea e da lunedì ha arruolato i soldati. Come hanno preso i sestesi le nuove misura di sicurezza?

«La gente si fa i selfie con i militari, i bimbi chiedono di salire sulla jeep o vedere i mitra, la sinistra non li ha mai voluti ma mi sembra che siano stati accolti molto bene. E grazie ai Daspo è tornata a voglia di frequentare in alcune zone dove regnavano i bivacchi».