«Non vogliamo far cassa ma combattere lo smog»

Buscemi: «Con i soldi finanzieremo sistemi di riscaldamento moderni»

È l’assessore Massimo Buscemi, responsabile di Reti e servizi di pubblica utilità, a spiegare lo spirito dell’iniziativa Riscaldamento pulito e la nascita del Pra applicato alla caldaia. «È una specie di tassa di scopo che useremo per coprire il costo di un servizio, ovvero le ispezioni a tappeto che faremo partire da settembre. I soldi che incasseremo saranno usati per finanziare l’acquisto di caldaie nuove a metano in sostituzione delle vecchie a gasolio». Buscemi esclude che si tratti di un metodo per rimpinguare le casse della Regione: «Non è un provvedimento per far cassa, ma per controllare le emissioni e porre rimedio al problema degli impianti di riscaldamento che inquinano perché le canne fumarie sono sporche e intasate, perché i filtri non sono stati cambiati, perché gli impianti sono vecchi».
L’assessore spiega poi che per potenziare i controlli saranno istituiti un Catasto unico regionale degli impianti termici e un organismo apposito incaricato delle ispezioni dalla Regione. «In quest’archivio regionale - illustra Buscemi - saranno catalogati gli impianti di riscaldamento di tutta la Regione, sia del privato che del pubblico. I maggiori controlli riguarderanno la tipologia di caldaie, quante sono e di quale tipo, quali i combustibili usati, ma anche i livelli inquinanti di ogni singola caldaia. È un lavoro lungo e certosino che va fatto per avere una specie di Pra, un pubblico registro che invece di essere per le auto riguarda le caldaie». L’analogia con le automobili è forte: «Anche per le caldaie sarà possibile individuare il livello di Co2 immesso nell’aria».
A realizzare questi controlli sarà una task force congiunta Regione-Provincia. «Le Province - conclude l’assessore - hanno iniziato da tempo ma non dappertutto. Inoltre la loro banca dati è molto incompleta e stenta a decollare».