«Non volevo l’indulto, sapevo che sarei tornato in cella»

Era uscito da San Vittore qualche giorno fa

Altro che i «Soliti ignoti» di Monicelli, i quattro sudamericani erano ancora più imbranati del Beppe Pantera e la sua banda di scassinatori. Più imbranati e più patetici. Infatti dopo essere stati presi perché nello svaligiare una pasticceria hanno fatto un chiasso infernale, sono stati portati davanti al giudice che ha scoperto essere stati appena scarcerati grazie all’indulto. «Ma era una fregatura - ha commentato uno - che potevo fare appena uscito se non riprendere a rubare? Infatti avevo provato a rifiutare l’indulto, ma non era possibile».
Miguel Angel, cileno, ha poco più di 20 anni e l’altro giorno è uscito da San Vittore insieme alla sua banda, tre connazionali, molto simile a quella dell’Ortica, cantata da Enzo Jannacci negli anni ’60. Stavano scontando dieci mesi per un furto commesso in marzo in un esercizio commerciale e tutto sommato in carcere non stavano così male. Quando, ahiloro, il ministro Mastella ha pensato di far approvare un bell’indulto. Detto fatto la settimana scorsa Miguel Angel e i suoi fidi si sono ritrovati nuovamente liberi. Accompagnato all’uscita con una certa energia, perché lui di lasciare il carcere proprio non ne voleva sapere. Ma l’indulto, a differenza del provvedimento di amnistia, non si può rifiutare.
E cosa potevano fare il nostro cileno insieme ai soci se non riprendere a rubare? Sicuramente in questi giorni qualche colpetto sarà anche andato bene, ma l’altra sera in via Tolstoj ne hanno fatte di tutti i colori. Prima hanno picchiato come fabbri per rompere i cardini della saracinesca della pasticceria, poi spostato un frigorifero per bloccare l’ingresso, quindi forzato due registratori di cassa, senza trovare però il becco di un quattrino. Se la stavano squagliando quando sono piombati i poliziotti, allertati dai vicini per il troppo chiasso.
Ieri mattina i quattro sono comparsi davanti al giudice che ha convalidato l’arresto e rinviato il processo a sabato. Uscendo a testa bassa dall’aula Miguel Angel si è voltato dal giudice, quasi a scusarsi se appena «indultato» è tornato subito a rubare: ««Io mica lo volevo l'indulto. Sapevo che sarebbe finita così: senza soldi, per la strada, con una famiglia in Cile da mantenere, cosa dovevo fare se non rubare?».