Note, ritmo e «spettri» Così la musica si fa luce

Il festival apre stasera con Stockhausen e Messiaen Venti concerti su avanguardie e impressionisti

Simone Finotti

Si inizia da Stockhausen e Messiaen, si chiude con Ravel. Dai pionieri della contemporanea al maestro dell'impressionismo in note. Da oggi al 21 novembre Milano risuonerà di «spettri di luce»: il tema-cardine del 25° Festival di Milano Musica, infatti, è «Gérard Grisey, intonare la luce». Il musicologo-compositore francese, padre della «musica spettrale» scomparso nel 1998, diede un prezioso impulso allo sviluppo delle avanguardie musicali, grazie anche ai contatti con la scuola di Darmstadt e agli studi di elettroacustica.

La rassegna, organizzata dall'associazione Milano Musica in collaborazione con il Teatro alla Scala, coinvolge diverse sedi: dal Piermarini all'Elfo, dal Conservatorio all'Auditorium, dal Planetario al Pirelli HangarBicocca. In totale 20 concerti con 8 prime esecuzioni assolute e due italiane. Si parte stasera (ore 20) alla Scala con un appuntamento interamente dedicato alle nuove potenzialità espressive del pianoforte a metà Novecento. Il «filo d'Arianna» è rappresentato dai celebri «Klavierstücke» di Karlheinz Stockhausen, composti tra il 1954 e il 1961: in particolare ascolteremo i numeri IX, V e X, alternati a opere di Olivier Messiaen come «Le Courlis cendré» (il chiurlo), ultima trascrizione dal delizioso «Catalogo di uccelli» scritto negli anni 1956-58 e costituito da ben 7 libri (Messiaen fu anche un esperto ornitologo).

Di Messiaen si esplorano anche i «Venti sguardi sul Bambin Gesù» (1944), testimonianza di una fede che non abbandonò il compositore francese nemmeno negli anni della tragedia bellica e dell'internamento. Degli «Sguardi» saranno eseguiti i numeri XII (La Parole tout-puissante), XIII (Nöel) e XIV (Regard des anges), intervallati dal raro «Cantéyodjayâ» (1948), che recepisce le atmosfere musicali dell'India del sud, e dall' «Île de feu» dai «Quatre études de rythme» (1949). Al piano la specialista serba Tamara Stefanovich. Gli appuntamenti proseguiranno il 14 al Conservatorio, dove alle 20.30 l'Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, diretta da Stefan Asbury, suona i sei brani degli «Espaces acoustiques» di Grisey (1974-85). Sabato 15, a San Maurizio (20.30), musiche per viola di Ligeti, Sciarrino, Scelsi e Francesconi, mentre domenica 16, a San Paolo Converso, opere di Stroppa, Grisey e Boulez. Il 23 ottobre (20.30) al Conservatorio lavori di George Antheil (1900-59) e Franco Donatoni (1927-2000). Il 29, in Auditorium, l'Mdi ensemble e i musicisti da camera della Verdi eseguono «Le lac» di Murail (1947), «L'Origine du monde» di Dufourt (1943) e i «Quatre chants» di Grisey (1998). L'Mdi va in scena anche all'Elfo il 6 novembre alle 20 con «prime» di giovani autori. Sempre l'Elfo ospita il 7 (20.30) il Jack Quartet con brani di Boulez e Xenakis.

Si va poi all'HangarBicocca il 12 e 13 novembre (Quartetto Array, Percussions de Strasbourg), all'Auditorium Lattuada il 14 (pezzi di Dufourt, Radulescu e Bedrossian), e al Planetario il 19 (Vagues Saxophone Quartet). Si chiude il 21 novembre (ore 20) alla Scala con la Filarmonica che esegue Grisey, Messiaen e suite da Daphnis et Chloé di Maurice Ravel. Tra gli incontri, da segnare quelli dell'8 novembre al Museo del Novecento e la presentazione del libro «Luigi Nono e Giuseppe Ungaretti», il 9 alle 18.30 al Castello, con Massimo Cacciari e Carlo Ossola.