«Notre Dame de Paris» Il ritorno di Lola Ponce

Da oggi il kolossal di Victor Hugo con le musiche di Riccardo Cocciante

Ferruccio GattusoCi sono storie che guardano con olimpica indifferenza al passare del tempo. Una di queste è Notre Dame De Paris, il classico letterario di Victor Hugo. Nel '98 a dar vita al musical furono le musiche di Cocciante, il libretto di Luc Plamoindon, la regia di Giles Maheu. Nel 2001 l'opera si vestì delle liriche di Pasquale Panella e oggi torna con il suo cast originale in Italia, atteso al Teatro Linear4Ciak da stasera al 27 marzo (ore 21, sabato ore 16 e ore 21, domenica ore 16 e ore 20, domenica 27 marzo ore 18, ingresso 69/23 euro, info 02.54.66.367).L'ultimo passaggio milanese di quella che Cocciante insiste nel definire «opera popolare e non musical» fu quattro anni fa, agli Arcimboldi. La carta vincente è per l'appunto il ricorso agli stessi interpreti dello storico esordio e dunque l'argentina Lola Ponce nel ruolo della zingara Esmeralda, Gio Di Tonno in quello del gobbo Quasimodo, Vittorio Matteucci nei panni del crudele giudice Frollo, più Graziano Galatone (Febo), Leonardo Di Minno (Clopin), Matteo Setti (Gringoire) e - new entry - la giovane Tania Tuccinardi (nel ruolo di Fiordaliso). Insomma, per i fan del kolossal c'è più di un motivo per accomodarsi in platea. Cocciante alla sua presentazione milanese ieri mattina - ha ricordato come tutto nacque: «Volevo realizzare un'opera che si richiamasse alla tradizione italiana. Non oso paragonarmi a Puccini, ci mancherebbe, però quel che volevo era rifarmi a qualcosa che non fosse il musical di taglio anglosassone. Volevo un'opera con armonie tipicamente mie e, soprattutto, il cosiddetto bel canto: da cantautore, ho sempre pensato che cantare significasse mettersi a nudo, urlare la propria anima. Lo stesso chiedo a questi interpreti, denudarsi di fronte al pubblico».Loro, gli attori, accettano di buon grado: «Per anni ho dato tanto a Notre Dame spiega Gio Di Tonno Io, Lola e gli altri abbiamo realizzato più di 600 repliche insieme. A un certo punto mi sentivo svuotato: non volevo tornare a fare il Gobbo, per timore di essere la caricatura di me stesso. Oggi ho un nuovo entusiasmo, e sento lo stesso sentimento nei miei compagni».Lola Ponce era in Argentina quando ha ricevuto la chiamata di Cocciante: «Stavo incidendo canzoni. È stato un fulmine a ciel sereno, ma dopo un attimo ho detto sì». Di tempo ne è passato ricorda David Zard: «Nel 2001, cercando un corpo di ballo perfetto per l'opera avevamo molti ballerini stranieri. Oggi sono tutti italiani».