Una notte in jazz sul set di Visconti con il pianoforte del Capolinea

Luca Pavanel

Luchino Visconti in quel seminterrato di via Bellezza girò uno dei suoi capolavori cinematografici. Una sala sportiva milanese di pugilato chiusa negli anni Settanta per mancanza di iscritti, resuscitata recentemente e trasformata in club. Storia nella storia per il nuovo locale, in cui - per completare il quadro - è pure approdato il piano a coda del Capolinea, il tempio dei concerti e delle jam session sul Naviglio Grande, vicino all'ultima fermata del tram 19, che chiuse i battenti nel 1999 semidistrutto da un incendio.

Meglio di così, della Palestra Visconti, per gli eventi jazz non si poteva trovare. E stasera, sui tasti bianchi e neri, che furono «frequentati» da personaggi del calibro internazionale di Chick Corea, McCoy Tyner e Paul Bley si consumerà il secondo appuntamento della rassegna Bellezza in jazz. Dei musicisti arruolati per il calendario, che ha avuto come apripista Mario Rusca, ci sarà il pianista Umberto Petrin, classe 1960, personaggio poliedrico con interessi nel campo della letteratura e poesia contemporanea (prossimo appuntamento sempre all'Arci Bellezza con Paolo Tomelleri, il 17 gennaio). Spettacoli con buona musica e virtuosi, ma anche per sognare tra storie e ricordi. Nel 1960 in questo luogo, appunto, il regista Luchino riprendeva le scene del film Rocco e i suoi fratelli. Che fascino quelle sale scelte come set, dove si tirava di boxe (la società si chiamava La Lombarda, dalla quale uscirono un campione mondiale e due campioni europei). Dulcis in fundo il pianoforte rimasto integro nonostante le fiamme di quel maledetto giorno di 18 anni fa. Svanì nel nulla per poi ricomparire. Quando il jazz diventa un mistero.