Le notti brave di Milano tra peccato e desiderio in quei night ora spariti

Un libro di nostalgia ricompone la mappa degli spettacoli osè. Con l'ombra della mala

Maxim, Maschere, Smeraldo, El Maroco, Rayito de Oro, Astoria, William's, Porta d'Oro, Teatrino, Charly Max. Erano, con poche altre, le luci che accendevano il desiderio in una città dove circolava molto denaro, tutti (o quasi) trovavano lavoro in un solo giorno e la notte cercava di tenersi al passo delle capitali mondiali.

Un mondo sparito. Oggi gli spogliarelli sono riti da educande, visto quel che circola sul web. E l'idea di andare in locali notturni di quel tipo, con la bella che sventola il reggiseno sotto il naso dei clienti, non è di tendenza. Ma la nostalgia del tempo perduto non è vietata, soprattutto quando dà origine a un bel libro come Milano by night (Book Time, 15 euro), di Michele Focarete. Gran conoscitore di ogni angolo del peccato milanese, che ha raccontato per La Notte e il Corriere della Sera, Focarete è un entomologo gentile; guarda le protagoniste di quel regno cancellato dalla furia dei tempi senza volgari colpi di gomito. Per lui spogliarelliste, pornostar, bizzarri personaggi che tra fumo di sigari, gangster, champagne e cocaina popolavano Milano, sono soggetti degni di attenzione giornalistica e umana, senza per forza essere giudicati. Gli chiedevano, alcune, una strizzatina ai capezzoli, prima di iniziare lo spettacolo: Focarete ubbidiva, sicuro che il pizzicotto portasse fortuna alle ragazze.

Una sera invitò Stella Carnacina a mangiare la pizza, trattandola da amica. «Sei l'unico uomo - lei gli disse - che non mi ha fatto sentire una puttana». Focarete ha visto, testimone con penna e taccuino, i primi spogliarelli di Minnie Minoprio, Cicciolina (si esibiva con un pitone, Pitopito Tre, morto stecchito durante un abbraccio erotico con la sua padrona), Maurizia Paradiso (conosciuta quando era ancora uomo, ma con biondissimi, lunghi e seducenti capelli). La fauna maschile che bazzicava i night non era proprio raccomandabile, si passava da Renato Vallanzasca a Francis «Faccia d'angelo» Turatello e Luciano Lutring.

La mala, anche la più efferata, era in sintonia con il mondo notturno che lanciava star del nudo, barman confidenziali, camerieri filosofi e gestori di ampie vedute. Non era raro che una serata diventasse elettrica perché al night arrivavano Walter Chiari e Ava Gardner. Trionfavano Eleonora Vallone: entrava in scena al Maxim intonando «Ciao ciao» di Petula Clark; Anna Maria Rizzoli, che a Focarete regala un casto bacio sulla guancia; Patricia Boom, Sandy Car, la brasiliana Aurea, con pacchiano casco di banane in stile Josephine Baker. Ma le stelle erano tante, quasi tutte dimenticate, altre tuttora nei ricordi dei milanesi che preferivano le scorribande della notte. C'era musica, in quelle sere. La voce roca di Franco Califano, le mosse di Torquato il Molleggiato (primo nome da battaglia di Adriano Celentano), l'orchestra di Marino Barreto, il sax di Gil Ventura. Focarete girava, spiava, confessava spogliarelliste e pornostar, padroni di locali e, perché no, pure gangster in vena di confidenze; poi miscelava, come fanno i baristi con i cocktail, e serviva ai lettori, curiosi di un mondo neppure immaginabile che pulsava nella Milano calvinista. Nel volume, con foto dell'epoca, anche interventi di Armando Torno e la postfazione di Rinaldo Gianola, chiamati all'opera per meglio inquadrare la mutevolezza di una città in continuo cambiamento, di notte e di giorno: Milano.