Notti in stile Cotton club Torna il mito degli anni '30

La vita notturna milanese è alla perenne ricerca di stimoli o nuovi riferimenti. Dopo la musica anni Settanta, gli yuppies Novanta Style con il mito del newyorchese Studio 54, i modellari di inizio Duemila, ora la tendenza imperante tra navigati pierre e inguaribili fashion victim è il ritorno alle atmosfere anni Trenta, sia nell'abbigliamento che per le scenografie. Look eccentrici, swing a volontà e, udite udite, location segrete, a ricordare il proibizionismo americano. Il vigoroso trend è partito poco tempo fa da un locale meneghino, il cui vanto è quello di non essere rintracciabile attraverso il portentoso motore di ricerca Google. Il tam tam metropolitano dice che per essere invitati, o meglio accedere, al misterioso CLUB 1930 bisogna innanzitutto andare al MAG Cafè in Ripa di Porta Ticinese 43. Qui si possono spillare utili informazioni, e ricevere l'agognata tessera, ma bisogna risultare simpatici al proprietario, che magari riesce a negare anche l'esistenza del ritrovo. L'indirizzo è conosciuto da pochi. Dalla strada non ti accorgi di nulla, ma appena entrati nel piccolo locale, all'apparenza un normalissimo bar, ecco una porticina aprirsi solo per i «fortunati» soci. E oltrepassata la fatidica soglia si giunge dentro un'ovattata sala con parquet, camino, oggetti antichi, arredi vintage, decorazioni rigorosamente dell'epoca e, chicca finale, un elegante pianoforte. Ovviamente il cocktail più richiesto è l'intramontabile bourbon con ghiaccio, da sorseggiare con molta calma, ascoltando le mirabolanti gesta del solito gentiluomo con Borsalino e impeccabili ghette. Un tuffo nel passato, divenuto ormai contagioso nel capoluogo lombardo, tanto che lo scorso mese di dicembre in uno show room di via San Gregorio sono stati organizzati quattro eventi a tema anni Trenta solo per gli amici degli amici. All'interno dello spazio gruppi musicali, gente sorridente, portentosi drink e sponsor semi occulti, mentre fuori nessun clamore, zero pubblicità o indicazioni. Solo un passaparola tra le cosiddette «persone giuste» della città, ma forse nelle prossime settimane si arriverà alla richiesta della parola d'ordine all'entrata. L'eco dell'irrefrenabile tendenza dal gusto retrò è giunta all'orecchio di gestori di club e storici addetti ai lavori, che stanno pensando a un vero colpo di teatro, ovvero il rilancio in grande stile della serata in discoteca, non con il normale deejay alla consolle, bensì un'orchestra sinfonica sul palcoscenico dotata di svariati elementi. Musicisti in perfetto frac e papillon, cantanti con abiti originali, pirotecnici spettacoli di can can, un tripudio di fanciulle vestite di pizzo e piume, per nottate memorabili tra bottiglie di whisky irlandese, tavoli e sonorità decisamente swing. Non sarà però permesso fumare sigarette o masticare sigari cubani. Già durante l'epoca della Milano da Bere andavano per la maggiore feste nel mitico Rolling Stones di corso XXII Marzo con pianoforte, trombe e sax. Furono ripetute per diversi mesi con notevole successo, fino all' impetuoso arrivo della musica house che ha spazzato via ogni possibile concorrente sulla piazza meneghina. Adesso è il momento per riprovarci.