Nozze gay, il Comune tira dritto in via Larga tutto è (quasi) pronto

(...) estero nel modo più «blindato» possibile.

Intanto sarà lui, come ufficiale di stato civile, a firmare questi atti, e non ordinerà ai dipendenti dell'anagrafe di farlo, come accaduto per esempio a Bologna, in quanto non esiste alcun vincolo gerarchico tra sindaco e ufficiali di stato civile. Su modello di Empoli probabilmente il sindaco emanerà un provvedimento precisando «che la trascrizione negli archivi dello Stato civile non ha effetto costitutivo di diritti e obblighi giuridici soggettivi, limitandosi ad avere, invece, efficacia meramente dichiarativa, idonea a rendere pubblica, l'esistenza di un atto già di per sè valido, secondo la legge dello stato in cui è posta in essere». Premessa necessaria per specificare che la trascrizione non comporta violazioni dell'ordinamento civile, e quindi non è impugnabile.

A cosa serve dunque? Ha solo un valore simbolico? No, ha il valore che hanno le trascrizioni di matrimoni contratti all'estero, per esempio, per i ricongiungimenti famigliari. In pratica: due persone, di cui una italiana, si sposano in un paese extracomunitario. Il cittadino straniero ha diritto alla carta di soggiorno in Italia in quanto coniuge, indipendentemente dal sesso. La trascrizione dell'atto di matrimonio consente di snellire l'iter burocratico. Per dirla con le parole dell'avvocato Massimo Clara «la trascrizione non ha effetto costitutivo di obblighi e diritti giuridici soggettivi, e la certificazione di un matrimonio same-sex celebrato all'estero ha utilità marginali, normalmente ottenibili grazie al certificato del matrimonio contratto». Si riconosce sì il diritto dei coniugi esteri alla convivenza in Italia, ma non di separarsi, divorziare o ereditare i beni del coniuge in caso di morte, come avviene invece per le unioni etero, che siano state contratte all'estero o meno. «La corte di Cassazione e la corte costituzionale hanno detto chiaramente che per dare riconoscimento alle nozze tra persone dello stesso sesso - spiega ancora Clara - occorre una legge nazionale». Tornando alla circolare di Alfano, opposte sono le interpretazioni: secondo Rete Lenford non è nelle facoltà del ministro cancellare le trascrizioni, che possono essere solo impugnate, secondo altri, tra cui il ministro, sì. La partita è tutta da giocare.