Nuova bufera in Regione Ecco i contratti fantasma

Dieci ex politici lombardi accusati di truffa allo Stato I pm: «Consulenze mai eseguite e costate 260mila euro»

Chissà che lavoraccio dev'essere stata l'«assistenza alle attività del gruppo relativamente a materie attinenti l'area territoriale». Al netto dell'imperscrutabile significato dell'incarico, non sarà stato nulla di facile se la Regione ha versato più di 22mila euro al collaboratore dell'ex assessore lombardo di Forza Italia Giulio Boscagli . Ma il problema, aldilà dell'utilità della mansione, è che non sarebbe mai stata svolta. Un contratto «fantasma». È il nuovo fronte delle spese superflue della pubblica amministrazione. Consulenze fittizie, contratti ad amici e conoscenti, portaborse nullafacenti. Almeno secondo la Procura, che ha messo sotto inchiesta per falso e truffa allo Stato dieci ex politici del Pirellone, sette consiglieri e tre assessori delle passate legislature, nove dei quali già nei guai per i presunti rimbarsi gonfiati. Un trucco trasversale, da FI al Pd, dall'Udc alla Lega, costato ai contribuenti 260mila euro.

Ci sono Paolo Valentini e Angelo Gianmario (Forza Italia), con un piccolo esercito di collaboratori messi sotto contratto tra il 2008 e il 2012 con incarichi «invero mai eseguiti - si legge nell'avviso di chiusura delle indagini condotte dal Nucleo di polizia tributaria della Gdf e coordinato dal procuratore aggiunto Alfredo Robledo - nei termini e per le necessità descritte dal contratto». Come ad esempio - tra i più fumosi - la «ricerca e produzione di elaborati riguardanti la produzione di servizi in materia di comunicazione», o la «ricerca e produzione di elaborati attinenti a materie dell'area territoriale».

Ci sono Mario Scotti (Udc) e Domenico Zambetti (Nuova Dc), ex assessori alla Casa, il secondo a processo per voto di scambio con la 'ndrangheta, ai quali si devono contratti per «attività di collegamento con il territorio e le pubbiche amministrazioni», o per «gestione rapporti con la giunta a supporto dell'attività del gruppo consiliare Democrazia Crtistana per le autonomie» (20mila euro l'anno per tre anni).

Ancora, non sfuggono all'inchiesta l'ex consigliere del PD Carlo Porcari el'attuale Luca Gaffuri . Il primo ha fatto stipulare al Pirellone un contratto di collaborazione tra il 2009 e il 2010 per uno «studio dell'effetto immigrazione sul mercato del lavoro nella provincia di Como a supporto dell'attività del gruppo consiliafe del Partito democrtico», e uno «studio dell'effetto immigrazione sul mercato del lavoro nella provincia di Como». Due incarichi simili, costati 27mila euro. Tra il 2011 e il 2012, poi, lo stesso collaboratore ottiene un identico contratto da Gaffuri: «Studio dell'effetto dell'immigrazione sul mercato del lavoro nella provincia di Como» (35mila).

Grazie all'attuale consigliere Luca Ferrazzi (lista Maroni presidente), due collaboratori hanno ottenuto contratti per la «cura dei rapporti con le istituzioni pubbliche e private e supporto dell'azione comunicativa volta alla promozione dei provvedimenti regionali» (25mila euro), e per l'«attività di segreteria particolare con esplicito riguardo con la cittadinanza, le opere pubbliche e le istituzioni locali» (28mila). Infine, Gianluca Rinaldin (Forza Italia) ha commissionato «attività riguardanti la produzione in materia di comunicazione» (5mila euro), mentre Massimo Guarischi (FI) ha fatto ottenere un contratto per «supporto alle attività dello staff di assistenza, ricerca e predisposizione di documentazione sulle tematiche attinenti all'attività della commissione VII». Non è del tutto chiaro cosa significhi, ma è costato quasi 20mila euro.