La «nuova» Pietà pronta ad affascinare i turisti

Ecco un vero regalo di Expo. La Pietà Rondanini, l'ultimo grande capolavoro di Michelangelo Buonarroti, ha finalmente una casa adeguata, degna di un'opera universale capace da sola di attirare i visitatori di un intero museo. Da ieri troneggia in splendida solitudine al centro del restaurato ex Ospedale Spagnolo, al lato sinistro della piazza d'armi del Castello. La grande incompiuta michelangiolesca, a cui il maestro ormai quasi cieco lavorò fino all'ultimo giorno di vita, viene restituita al mondo in tutta la sua aura struggente, nello spazio sovrastato dalle volte a crociera su cui rivivono gli affreschi cinquecenteschi a tema religioso che riportano lo stemma di Filippo II di Spagna. La scultura, che fonde in un unico blocco marmoreo il Cristo deposto e la Vergine, emerge luminosa su un piedistallo a prova di sisma nella penombra di uno spazio minimale sul cui sfondo sono previste soltanto due piccole nicchie che ospiteranno la «Testa di Michelangelo» di Daniele da Volterra e la «Medaglia di Michelangelo» di Leone Leoni. Il nuovo allestimento, affidato all'immancabile Michele de Lucchi (ma a Milano non esistono altri studi di architettura?...), subentra a quello firmato BBPR che per circa sessant'anni ha ospitato il capolavoro nella Sala degli Scarlioni del museo d'Arte antica del Castello. Una collocazione, quella, da sempre ritenuta ingrata per quello che, a parimerito con il Cenacolo, è il capolavoro più prezioso per le raccolte cittadine. Una pietra miliare, dunque, il progetto già deciso dall'ex assessore alla Cultura Stefano Boeri, coordinato dal soprintendente Claudio Salsi e dal Conservatore Giovanna Mori. Decisivo l'intervento di Fondazione Cariplo per un'operazione costata complessivamente tre milioni di euro; stavolta, diciamolo, ben spesi.

La «nuova» Pietà, ha annunciato ieri l'assessore Luigi Del Corno, sarà visibile al pubblico il 2 maggio con una grande festa che al Castello aprirà il programma di iniziative di ExpoinCittà. Per una settimana, fino a domenica 10 maggio, la visità sarà gratuita. «È stato un progetto lungo e laborioso iniziato nel 2012 - spiega al Giornale la dottoressa Mori - in cui è stato coinvolto anche il Politecnico. Si trattava anzitutto di ridare dignità all'ex Ospedale Spagnolo, fino agli anni Ottanta destinato alle biblioteche rionali e successivamente abbandonato. Per ospitare un'opera come la Pietà Rondanini occorreva un progetto architettonico e ipertecnologico che valorizzasse appieno l'opera e la proteggesse da eventi sismici e dalle vibrazioni della metropolitana che passa sotto il Castello. Il risultato mi pare eccellente».