La nuova strategia dei pendolari: «Compriamo azioni e scaliamo Fnm»

Da tempo hanno capito che i sit-in sui binari, gli striscioni e le proteste servono a poco. Ora i pendolari cambiano strategia e tentano di far sentire la propria voce con una mini scalata della società Trenord. Acquistando azioni su azioni. Fino - sognano i più audaci - a occupare le posizioni che contano nel consiglio di amministrazione. Basta essere titolari di una piccola quota, anche di pochi euro, per poter partecipare all'assemblea degli azionisti e poter intervenire, finalmente di fronte agli interlocutori giusti.

L'iniziativa è nata da Legambiente ma il tam tam è andato ben oltre i simpatizzanti dell'associazione. Gli acquisti di azioni (una vale 0,65 centesimi) sono all'ordine del giorno.

«Ci siamo resi conto che le proteste e i comitati arrivano fin dove arrivano - spiega il responsabile trasporti di Legambiente Dario Balotta - Ora proviamo a usare un altro linguaggio. In vista di giugno stiamo preparando una piattaforma di richieste: vogliamo più trasparenza sui dati e pretendiamo di capire come mai i monopoli diventano soggetti che non sono più strumenti per la gente. Pensano prima alla vita dell'ente stesso che alla gente».

Ferrovie Nord Milano è quotata in Borsa e possiede il 50 per cento di Trenord (l'altra metà è della Regione). Titolo sottotraccia, quello di Fnm, fino a qualche anno fa era confinato nel perimetro del mercato ristretto. E il flottante (la quantità di azioni liberamente commerciabile) resta risicato. Poca roba, ma il senso dell'operazione è politico. In due mesi il popolo dei pendolari ha rastrellato un buon 1 per cento: l'obiettivo è moltiplicare la quota per due e presentarsi all'assemblea di Fnm sotto l'insegna di «Pendolari Trenord in azione». Lo statuto sarà anche presentato alla Consob, la commissione che vigila sulla Borsa. Passaggio necessario alla seconda fase della miniscalata, quando Legambiente andrà in giro per le stazioni a raccogliere direttamente le adesioni tra i viaggiatori. «Solleciteremo il mercato per promuovere un azionariato diffuso senza scopo di lucro – ripete Balotta – Lo scopo non è speculare ma migliorare la qualità del servizio».