La nuova tassa dei rifiuti ci costerà 24 milioni in più

La stangata Tares adesso ha una cifra: 24 milioni di euro. Il Comune rivedrà le tariffe dei rifiuti verso l'alto per far quadrare il bilancio tra produzione e gestione del servizio come prevede la nuova tassa. Non si pagherà più come un'imposta di natura quasi catastale, sulla base dello spazio occupato, ma secondo il principio che chi più produce più spende. La tariffa sarà calcolato secondo il mix di superficie, numero degli occupanti e tipologia di consumo (previste almeno una trentina di categorie). Tradotto: se per i single potrebbe scattare anche una riduzione rispetto al 2012, per le famiglie numerose e le imprese, in particolare ristoranti e pubblici esercizi che raccolgono grosse quantità di immondizia, sarà una batosta. Non lo nasconde l'assessore al Bilancio Francesca Balzani che ieri è intervenuta in commissione a Palazzo Marino per introdurre la prima delibera sulla Tares, quella che fissa le scadenze e andrà velocemente in aula lunedì. Non c'è tempo da perdere perchè deve rimanere pubblicata almeno 30 giorni prima di poter inviare le bollette, e il primo acconto appunto è fissato già il 31 luglio. Sarà commisurato al versamento Tarsu 2012, meno il 10% di un'addizionale che è decaduta. Stesso trattamento per l'importo da pagare con la seconda rata, scadenza fissata il 30 settembre. Ma il centrodestra solleva da due giorni preoccupazioni sulla terza rata, quella che andrà pagata entro il 30 novembre e sommerà la maggiorazione standard dello 0,30 per metro quadro che i Comuni dovranno trasferire completamente a Roma. «C'è un'incognita, è possibile che il governo riveda questa parte o la assorbisca nell'Imu» frena la Balzani. Non c'è speranza invece sugli aumenti comunali delle bollette: la giunta voterà a breve il nuovo regolamento per l'applicazione della Tares e subito dopo la nuova distribuzione delle tariffe. Su insistenza del consigliere Pdl Fabrizio De Pasquale, l'assessore ha riferito che per far quadrare quel bilancio della gestione Amsa, la differenza rispetto al 2012 ammonta a 24 milioni. L'anno scorso la Tarsu ha coperto 265 milioni, nel 2013 la cifra deve arrivare a 289 milioni (quanto lievitano i costi tra aggiornamento Istat, Cip6 e recupero dell'umido). Una differenza che verrà coperta con le bollette. L'aumento medio per una famiglia di 4 persone che vive in 120 metri quadri si aggirerà intorno a 60 euro, per le imprese potrebbe superare i mille euro. «Ci saranno grandissime differenze nei costi rispetto al passato per alcune famiglie e categorie. Vedremo di lavorare su qualche agevolazione» afferma la Balzani.
«Altri 24 milioni di tasse sul groppone dei milanesi - attaccano i Pdl De Pasquale e Matteo Forte -. Con il rinvio del Bilancio i contribuenti scopriranno solo un mese prima a quanto ammonterà la terza rata. Chiediamo almeno si di fissarla subito e salvaguardare famiglie numerose e imprese, rischiano di pagare il 30-40% in più».