Tra le nuove priorità su la moda, giù il Leonka

Le moschee (per ora) sono nel freezer. Nella campagna elettorale del 2011 Giuliano Pisapia e la sinistra predicavano il diritto di luoghi di culto per tutte le preghiere, compresa quella islamica, addirittura si spingevano a promettere un minareto tra i padiglioni Expo. Altri tempi, soprattutto dal punto di vista internazionale. L'Isis fa paura e l'idea di avere una moschea sotto casa mette in allarme i quartieri scelti dal Comune con il famoso bando lanciato nel dicembre 2014. Palazzo Marino peraltro non è più così convinto di garantire da solo per le sigle musulmane che (in teoria) avrebbero vinto la gara, vuol condividere con prefettura e Ministero i rischi che potrebbero sorgere in futuro. Come si cambia. L'avanzata elettorale della Lega, che sa colpire i nervi scoperti su tema della sicurezza, sta contagiando anche la linea (ex?) buonista di Palazzo Marino. La giunta continua a stanziare molti fondi per i campi nomadi, persino un servizio di tutoraggio per aiutarli a trovare facilmente casa e lavoro, ma non ci tiene a pubblicizzarlo, anche se ricordiamo bene come il leader di Sel Nichi Vendola dal palco della festa arancione in piazza Duomo il giorno della vittoria di Pisapia invitata allora ad «abbracciare i fratelli rom». Di recente invece l'assessore Marco Granelli ci ha tenuto a raccontare una grande svolta nei campi regolari: anche i rom pagheranno le bollette, un mini-contributo ma è già qualcosa. E dopo le strade devastate dai black bloc lo scorso primo maggio, anche l'amicizia con i centri sociali viene considerata forse un macigno elettorale. La gente comune fa fatica a distinguere tra le sigle antagoniste più o meno moderate. Tant'è, a rimetterci è il Leoncavallo: la regolarizzazione del centro sociale era ad un passo ma dopo il ritiro della delibera dal consiglio comunale per le divisioni nel Pd sul «regalino» se ne riparlerà probabilmente nel prossimo mandato. Potrà promettere una svolta anche il candidato alle Comunali 2016. Ora la sinistra rivuole persino i soldati cacciati nel 2011 dalle strade a rischio.

La giunta sta riuscendo a tenere un piede in due scarpe con la faccenda dei writers: usa il metodo del bastone e la carota, regala spazi e contributi ma ogni tanto minaccia le sanzioni. Nel 2011, si diceva, Pisapia e compagni adulavano ambientalisti, comitati del no al cemento sparsi dai cantieri dei parcheggi a quelli del parco sud. E per non innervosire i comunisti duri e puri si tenevano bene alla larga dalle griffe. Ora il sindaco si è ritrovato alla festa del Pd, e alla maniera un pò renziana, ad elogiare il mondo della moda che produce «bellezza e ricchezza», ad ammettere che dopo qualche anno al governo della città ha rivisto le proprie idee anche nei confronti dei «potenti», ad esempio quegli immobiliaristi che hanno rivoluzionato lo skyline. Per la giunta, semmai, sono diventati fastidiosi quei comitati del verde che strillano contro il taglio degli alberi lungo i cantieri della futura M4. Ne vedremo delle belle.