Nuovi diaconi: c'è anche un cinquantenne

«L'orizzonte del ministero che oggi ricevete è il mondo. Non dimenticatelo mai!». Missione elettrizzante e impegnativa, per i nuovi diaconi ordinati in Duomo dall'arcivescovo, il cardinale Angelo Scola. Venticinque diaconi della Diocesi ambrosiana, sei diaconi del Pime (il Pontificio istituto delle missioni estere), uno della famiglia religiosa dei Carmelitani scalzi e un passionista. «Come dice papa Francesco, andate nelle periferie, superate una Chiesa autoreferenziale, abbiate il coraggio di coinvolgere tutti i nostri fratelli uomini in questo andare» l'esortazione dell'arcivescovo.
Il 7 giugno 2014 questi diaconi della Diocesi di Milano saranno ordinati preti con una celebrazione presieduta in Duomo dall'arcivescovo. Scola ha anche annunciato che ventisette giovani della Diocesi in questi giorni sono entrati nel Seminario di Venegono Inferiore: sono i primi passi del lungo percorso di verifica e di formazione verso il sacerdozio. Altri ventisette ragazzi che hanno in mente di dedicare l'intera vita a Dio come preti.
I venticinque diaconi ordinati ieri, di età compresa fra i 24 e i 52 anni, hanno alle spalle esperienze di lavoro e studio molto diverse. C'è chi è entrato in seminario molto presto, ma non manca chi è arrivato al sacerdozio per vie più lunghe e complesse. È il caso di don Patrizio Croci. Originario di Parabiago, 51 anni, Croci ha lavorato per una trentina d'anni, dapprima come operaio, poi come grafico e disegnatore. Altra vocazione scoperta in età adulta è quella di don Marco Frediani. Milanese, 52 anni, Frediani è stato per 15 anni educatore e prima di dedicarsi agli studi teologici in Seminario ha vissuto un'esperienza monacale per 11 anni come fratello tra i monaci camaldolesi.
Il cardinale nella sua omelia ha spiegato ai diaconi lo scopo della loro ordinazione in vista del sacerdozio: «È solo quello di testimoniare, insieme a tutti i fedeli che vi verranno affidati, che non c'è niente e nessuno che possa o debba essere estraneo ai seguaci di Cristo. Tutto e tutti possiamo incontrare, a tutto e a tutti siamo inviati. Vi è forse un compito più esaltante di questo? Generati nel grembo della Madre Chiesa siete inviati al mondo intero».
Il prossimo 3 ottobre i 25 diaconi conosceranno dall'Arcivescovo la parrocchia di destinazione dove presteranno servizio per i prossimi mesi, alternando il tempo dello studio con quello trascorso nell'impegno pastorale.

Commenti

Tom Hagen

Dom, 29/09/2013 - 08:56

Complimenti al giornalista di cui e' celata la firma. Ha per le mani una trentina di storie da raccontare. Speriamo trovi qualcuno disposto a pubblicarle, io attendo di leggerle