Nuovi ticket in base al reddito «Azzerati? Col 75% delle tasse»

Azzerare il ticket sanitario? Per ora sembra più realistico «rimodularlo» in base al reddito. Il sogno del presidente lombardo Roberto Maroni di rendere gratuiti per tutti esami e visite deve aspettare ancora un po'. Sarebbe realizzabile solo se in Lombardia rientrassero contributi pari al 75% e non solo del 66,8%: si tratterebbe di circa 16 miliardi di euro e questo permetterebbe di cancellare l'imposta sanitaria. Mentre si aspettano risposte da Roma, al Pirellone si sta studiando il modo per rendere il ticket più equo.
«C'è già un tavolo dei direttori generali al lavoro con rappresentanti di aziende ospedaliere e Asl e anche dei tecnici per rimodulare la compartecipazione alla spesa sanitaria - spiega l'assessore lombardo alla Sanità Mario Mantovani - Noi vorremmo modularla tenendo conto del reddito familiare. Se riuscissimo ad avere il 75% delle tasse trattenute in Lombardia elimineremmo sicuramente il ticket per intero».
L'idea è quella di far pagare il ticket anche agli over 65 con un reddito elevato e di esonerare dall'imposta solo chi ha entrate all'osso. Il Pd propone, come spartiacque tra chi paga e chi no, i 30mila euro lordi di Isee familiare. «Sotto quella cifra - spiegano i consiglieri - è obiettivamente impossibile andare a infierire nelle tasche dei cittadini».
Si sta anche valutando un super ticket per i più ricchi: oggi l'esame più costoso arriva a quota 66 euro ma per le famiglie più facoltose potrebbe arrivare a costare fino a 75 euro. «Per chi ha un reddito Isee di oltre 100mila euro all'anno - spiega Carlo Borghetti, responsabile Sanità del Pd - l'aumento non farebbe alcuna differenza. Cerchiamo anche di stringere i tempi sulla riforma sanitaria. Abbiamo impegnato la giunta a fare tutto entro la fine dell'anno».
La commissione Salute si sta confrontando su tre ipotetiche fasce di reddito per ridisegnare il piano ticket e sta facendo i conti per bilanciare spesa e esenzioni. «Vogliamo correggere un'anomalia - spiega il leghista Fabio Rizzi -. Oggi il ticket è fisso per tutti in base alla prestazione. Invece andrà ripensato in base al reddito». Cioè, la stessa tac nello stesso ospedale potrebbe avere ticket differenti in base alle possibilità economiche del paziente. Sulla nuova «filosofia» sanitaria sono d'accordo anche i grillini Silvana Carcano e Iolanda Nanni e le novità potrebbero essere introdotte prima di dicembre. Dai banchi del Pdl, il cardiologo Stefano Carugo, che sta studiando il nuovo schema dell'imposta, fa anche notare la funzione sociale dei ticket: «Sono un deterrente, quindi pensiamoci bene prima di eliminarli del tutto - spiega - Rendendo tutto gratuito si rischia un eccesso indiscriminato di esami e visite e il sistema sanitario non sarebbe in grado di sostenere un tale aumento». Altro nodo da affrontare: i ticket per i disoccupati. Chi ha perso il lavoro paga comunque l'imposta sanitaria in base ai parametri Isee dell'anno precedente, quando in casa c'era ancora uno stipendio fisso. «Dobbiamo correggere questo vuoto legislativo - spiega Rizzi - perché parecchie famiglie sono in reale difficoltà e non possiamo ignorare questa esigenza». Si discuterà anche dei cassaintegrati: per loro la giunta Formigoni aveva previsto l'esenzione totale, poi corretta per limitare il fenomeno dei furbetti che baravano sull'autocertificazione pur di non pagare.