Nuovo business, i garage rendono più delle case

Daniela Uva

Operazione parcheggio: una missione sempre più difficile. Perché se fra divieti di sosta e zone a pagamento lasciare la propria auto si è trasformata in un’impresa, assicurarsi un posto in garage è diventato quasi impossibile. Colpa dei prezzi, cresciuti in modo vertiginoso. Oggi acquistare un box in centro può costare da 48mila a 110mila euro. Prenderlo in affitto, da 200 a 400 euro. Cifre da capogiro, determinate da una domanda di gran lunga superiore all’offerta.
Secondo i dati raccolti dalla Camera di commercio di Milano, negli ultimi cinque anni si è verificato un incremento dei prezzi pari al 31,2 per cento, nel caso della vendita, e del 6,3 per cento, in caso di locazione. E i box si sono trasformati in un vero e proprio investimento. Più economici di un appartamento, possono essere rivenduti o dati in affitto a prezzi molto elevati, permettendo di realizzare grossi guadagni. «Questi locali sono considerati uno strumento di tutela del risparmio - conferma Mauro Danielli della Fimaa, l’associazione dei mediatori e agenti immobiliari - perché hanno costi abbastanza sopportabili». E per chi non ha un capitale da impegnare, c’è sempre la possibilità di usare un po’ di immaginazione. Come hanno fatto alcuni commercianti del capoluogo (proprietari di locali al piano strada), che hanno trasformato il proprio negozio in un box con tanto di saracinesca elettrica. «È un fenomeno molto curioso - continua Danielli -, che riguarda solo poche persone e zone nascoste o periferiche della città. Ma non è da trascurare, perché in futuro potrebbe estendersi visto che con i box si può speculare molto di più». Più sorpreso Roberto Predolin, assessore comunale al Commercio. «Mi sembra un’idea stravagante e difficile da realizzare - dice - a me non è mai capitato di vedere un negozio trasformato in garage. Se fosse vero sarebbe un messaggio molto negativo: significherebbe ammettere una crisi che costringe i cittadini ad arrangiarsi in tutti i modi pur di far quadrare i conti». Fatto sta che la bolla speculativa che sta caratterizzando il mercato immobiliare delle grandi città (soprattutto Milano e Roma) ha avuto conseguenze anche su quello dei box auto. «Siamo arrivati al paradosso che il contenitore vale più del contenuto - spiega Piero Torretta, presidente dell’Assinpredil - visto che ormai il garage costa molto più di una macchina di media cilindrata». Il suo valore dipende da dimensioni, zona e posizione. Ma nonostante i costi, la richiesta è molto elevata.
«Normalmente un box viene venduto e dato in affitto in pochi giorni - racconta il titolare dell’agenzia Tecnocasa di corso Garibaldi - a volte basta un solo cliente». «Il loro prezzo segue l’andamento del mercato - continua il responsabile dell’agenzia Pirelli Re di viale Montenero -. La domanda è molto più alta dell’offerta per cui i prezzi crescono». Fino a 110mila euro, come confermano dall’agenzia Gabetti di via Larga. «Siamo arrivati al massimo storico. Ormai esiste una vera e propria guerra per acquistarli». Da parte sua, il Comune di Milano è intervenuto con un piano sui parcheggi. I box realizzati su suolo pubblico vengono ceduti ai residenti (in diritto di superficie per 90 anni) a prezzi inferiori del 30 per cento rispetto a quelli di mercato. Diciottomila euro in periferia, poco di più in centro. «In questo modo abbiamo fatto da calmieri», dice l’assessore ai Trasporti Giorgio Goggi. Dal 1997, anno di insediamento della giunta Albertini, il numero di questi locali è cresciuto da 4.700 a oltre diecimila unità. Altre 35mila sono in corso di realizzazione o progettazione. In attesa che il parcheggio torni a essere un diritto alla portata di tutti.