Il nuovo centro profughi apre e cade già a pezzi

Pronto in via Tonale l'hub destinato allo smistamento dei migranti: E nell'unico punto non sistemato dall'esercito cade un controsoffitto

(...) punzecchia Nicolò Mardegan di NoiperMilano «e il cerimoniale e i drappi rossi, a nascondere il crollo di un soffitto, confermano ai milanesi che l'improvvisazione non cancella quattro anni di malgoverno». Forse per caso, le autorità civili sono comparse in ordine crescente di importanza. Per primo è arrivato Marco Granelli, assessore che è rimasto in seconda fila anche durante le foto di gruppo, poi l'assessore al Sociale Pierfrancesco Majorino, infine il sindaco Giuliano Pisapia e il prefetto Francesco Paolo Tronca.

Tutti, civili e militari, hanno espresso soddisfazione per la buona riuscita dell'operazione e in particolare Tronca ha voluto sottolineare che questo risultato «ha dimostrato che quando Milano si unisce, riesce a raggiungere qualsiasi obbiettivo». Il generale Claudio Rondano che ha diretto l'allestimento dei locali ha voluto «ringraziare le autorità per averci dato quest'opportunità: abbiamo provato e ci siamo riusciti, ma la cosa importante è di aver avuto fiducia nell'Esercito e di far capire che l'esercito è al servizio della popolazione. Sono io che ringrazio Milano». Pisapia ne ha approfittato per dire «che ancora va il nostro appello al governo, ma soprattutto all'Europa perché quando si parla di solidarietà significa che tutti devono metterci qualche cosa; noi intanto abbiamo raggiunto un obbiettivo in cui in molti speravano e abbiamo dimostrato che Milano è una città generosa e in grado di dare risposte anche nei momenti di difficoltà». Senz'altro anche capitale dell'accoglienza visto che, riferisce il Comune, in venti mesi sono transitati in città 20mila profughi, di cui 15mila bambini e le richieste di asilo sono state 270. «Il flusso dei profughi dal sud dell'Italia non accenna a fermarsi, ora però possiamo contare su una struttura dignitosa che permetterà a tutti di lavorare meglio e a contenere disagi e situazioni di degrado in città – hanno commentato Majorino e Granelli - In questi 20 mesi Milano ha risposto con grande generosità e solidarietà, dimostrando di essere città accogliente e civile».

Buona parte dei minori hanno potuto usufruire anche delle cure di associazioni come l'Albero della Vita che sarà presente con un gruppo di operatori anche in via Sammartini. Ma lo spazio inaugurato ieri è solo temporaneo, come ha specificato nel suo intervento Paolo Gallo, ad di Grandi Stazioni: «Grazie soprattutto all'Esercito per i tempi strettissimi in cui ha completato l'operazione – ha esordito - noi stiamo lavorando per dare una soluzione definitiva al problema perché stiamo ristrutturando quei locali che in accordo con la prefettura avevamo individuato in via Sammartini e che tra un paio di settimane saranno disponibili». Si tratta di 350 metri quadrati, divisi in due locali che diventeranno una sede stabile di accoglienza per i migranti, nella stessa strada il cui progetto di riqualificazione commerciale in vista di Expo è rimasto poi al palo.