Nuovo covo nella casa Aler per gli anarchici non espulsi

I «black bloc» tedeschi sorpresi con molotov e mazze ieri sono stati fermati in un altro alloggio pubblico

Sorpresi in una casa occupata con mazze e bottiglie molotov, sono stati graziati dai magistrati che non hanno ritenuto di doverli cacciare dall'Italia. Così i tre anarchici tedeschi fermati martedì al Giambellino si sono procurati altri strumenti da «sommossa» e hanno occupato un nuovo alloggio Aler. Il «marameo» ai nostri giudici è stato scoperto dalla polizia, tornata ieri nelle stesse case popolari di via Odazio. La questura presenterà una nuova richiesta di espulsione nei confronti del terzetto teutonico. Mentre per altri antagonisti, una quindicina di francesi, è stata disposta l'espulsione da parte del prefetto. Concessi però i dieci giorni di rito, durante i quali potranno partecipare a tutti cortei, attorno ai quali la tensione sta lievitando pericolosamente.

La città attende ormai con trepidazione almeno tre giorni ad altissima tensione: oggi sfilano gli studenti, domani ci sarà il «May day parade» mentre venerdì con la scusa di una «pedalata» gli antagonisti cercheranno di dare l'assalto al sito espositivo. La questura ha messo pertanto in atto una serie di misure preventive, come l'irruzione di martedì in alcuni covi anarchici in via Odazio dove sono stati scovati una ventina di stranieri attrezzati con mazze, bastoni, maschere antigas e strumenti per confezionare molotov. La Digos, dopo averli denunciati, ha presentato richiesta di espulsione con accompagnamento coatto alla frontiera in quanto si trattava di elementi «conosciuti per tumulti, danneggiamenti e altri reati contro l'ordine pubblico». Risposta disarmante dei magistrati: non era chiaro chi possedeva le armi, dunque, liberi tutti. Nel frattempo l'area anarco insurrezionalista vedeva rosso e organizzava un corteo nel quartiere. Tra loro, una cinquantina di antagonisti stranieri mascherati e armati di bastoni, sassi e cocci di bottiglia. Ma oltre a guardare in cagnesco la polizia non sono andati. Non certo un bel segnale.

E veniamo a ieri. La Digos torna in via Odazio per sgomberare un altro appartamento Aler. E dentro ci trova una decina di italiani e i tre tedeschi fermati il giorno prima, nuovamente attrezzati con maschere antigas, guanti di gomma, barattoli di colla. Il tutto infilato in un paio di borsoni e fatto, inutilmente, volare dalla finestra. Durante le operazioni, una ventina di anarchici ha osservato da lontano la scena, senza però azzardare una mossa sbagliata. I tre tedeschi sono stati riportati in questura per una seconda denuncia cui seguirà una nuova richiesta di espulsione immediata. Vedremo come la prenderà la magistratura. Non ha invece perso tempo il prefetto Francesco Paolo Tronca, intervenuto nei limiti massimo dei suoi poteri, ordinando l'espulsione «ordinaria» dei francesi, cioè entro 10 giorni. Avranno agio di partecipare ai cortei di questa e della prossima settimana.

Si sta nel frattempo rinforzando la calata dei «barbari» d'Oltralpe. Ospiti di amici, case occupate, centri sociali ma anche del «Villaggio No Expo» al parco Trenno. Nei fatti, tre grossi candidi tendoni da adibire a cucina, mensa e spazio per incontri e assemblee. Già ieri bivaccavano diverse decine di antagonisti giunti da fuori Milano e da fuori Italia. Gli arrivi si sono intensificati in queste ore e oggi alle 18 il «villaggio» verrà ufficialmente inaugurato e aperto.