Il nuovo regolamento dei locali ostaggio del consiglio

Sono un paio di mesi ormai, che in città la movida è «selvaggia» nel senso letterale del termine: sono scadute a mezzanotte del 30 maggio le ordinanze che imponevano orari di chiusura dei locali, regole per bar e dehor, tutela di aree particolarmente sensibili. Il risultato? Delirio, musica e bonghi fino all'alba, notti in bianco per i residenti di Navigli, Ticinese, San Lorenzo, piazza XXV aprile, corso Como, Brera e Arco della Pace. Le ordinanze, ovvero le misure di contingenza e urgenza emanate dal sindaco in nome della tutela della salute e della sicurezza pubbliche, non rappresentano un rimedio strutturale al problema e spesso finiscono nel mirino del Tar, con sospensioni alterne.

Il motivo per cui l'amministrazione, o meglio l'assessore alle Attività produttive Franco D'Alfonso, ha scelto di non rinnovare appunto le norme straordinarie è lo sbarco in consiglio comunale del Nuovo regolamento per i pubblici esercizi. Un regolamento dibattuto, sviscerato in tutti i suoi aspetti durante l'anno che non piace all'opposizione, ma nemmeno a tutta la maggioranza. Dopo un assaggio di aula e più di una polemica l'esame del testo è stato rimandato all'autunno, bypassato da delibere più urgenti come quella sul bilancio di previsione 2014 che sta impegnando i consiglieri da settimane ormai.