Nuovo stop per la pollution charge prevista in giunta domani. Per gli azzurri sono ancora troppi i nodi da sciogliere: «Se ne parlerà dopo l’estate» Ticket antismog, semaforo rosso di An e Fi Il capogruppo azzurro Gallera: «Serve un incontro col sin

Il ticket d’ingresso in città si allontana ancora, tanto da assomigliare sempre più a una chimera. Ieri il nuovo stop di Fi che potrebbe rinviare a dopo l’estate la discussione del provvedimento in giunta e, quindi, all’anno prossimo l’entrata in vigore. A patto che qualcuno, oltre al sindaco Letizia Moratti e all’assessore Edoardo Croci abbiano ancora voglia di impegnarsi in un provvedimento evidentemente impopolare.
Semaforo rosso a Palazzo Marino dopo un «direttivo» degli azzurri che chiede agli assessori di non mettere all’ordine del giorno della giunta di venerdì la pollution charge. Come, invece, stabilito dalla tabella di marcia uscita dall’ultimo vertice in casa Moratti di sabato con tutti i colonnelli del centrodestra. Un nuovo incidente di percorso, quindi, che coglie se possibile ancor più impreparato Croci che a questo punto teme di veder nuovamente riscritto (e sono già più di venti volte) il testo originario. «Il mio commento? Semplice, no comment», la replica dell’assessore che nasconde dietro un sorriso la sua irritazione e forse anche un certo senso d’impotenza di fronte al suk della politica a cui non era abituato. «Niente ticket - assicura il capogruppo di Fi Giulio Gallera - finché non saranno chiariti tutti i nodi». Come? «Con un incontro tra la Moratti e i partiti. Vogliamo capire bene tutti gli aspetti tecnici come l’installazione delle telecamere per il pagamento o una logistica che non penalizzi chi trasporta le merci. Ma soprattutto gli abbonamenti per i milanesi e cifre ben diverse da quelle spropositate di cui si è parlato». Pronta, con un distinguo, l’adesione al rinvio di An. «Siamo d’accordo - assicura Carlo Fidanza - purché la Moratti sia disponibile». Ipotesi tutt’altro che probabile, vista la determinazione del sindaco a incassare già dal prossimo 15 ottobre il primo storico pedaggio. Più sul concreto va Alberto Garocchio (Fi). «Cifre eccesive - spiega -, assurdo che una famiglia con due Panda debba pagare 4mila euro. E poi sarà inevitabile che artigiani e commercianti si rifacciano sui consumatori». Più drastico Stefano Di Martino, il vicepresidente del consiglio comunale di An che chiede «il ritiro immediato del ticket». Ma apre alla discussione anche il capogruppo della Lista Moratti. «Si può parlarne - aggiunge Paolo Gradnick - Ritardi? Non ce ne saranno, perché telecamere e varchi si possono installare anche mentre ci si confronta su quali siano le tariffe più giuste. Partiremo puntuali». Critica l’opposizione. «Chiara - attacca il verde Maurizio Baruffi - l’incapacità del centrodestra di governare il problema dello smog. Se si sceglieva la via della semplicità dovevano pagare tutti. Se, invece, quella della complessità con tariffe diverse, si dovevano mettere d’accordo prima».