Un nuovo super laboratorio con i microscopi del futuro

Presto lo lancerà la Bicocca sotto piazza delle Scienze L'area sarà aperta agli studiosi per progetti comuni

Nasce il «cuore della scienza». Non sarà nel petto, ma in un luogo sotterraneo, a Milano sotto piazza della Scienza, ovvero al centro del campus Bicocca. Nel sottosuolo laboratori si aggiungeranno ad altri già operativi, sino a completare una sorta di «cittadella» della ricerca. Aree per lo studio, attrezzature, uffici. Il conto alla rovescia è già cominciato: si prevede il taglio del nastro tra maggio e giugno.

È questo l'ultimo passo, in ordine di tempo, del mondo della ricerca che nella capitale lombarda si allarga sempre di più, apre nuovi spazi per operare, nuovi corsi universitari e vanta non poche scoperte. Ma che cosa verrà realizzato esattamente sottoterra dalle parti dell'ateneo Bicocca? Il nuovo laboratorio «raccoglierà il meglio delle attrezzature microscopiche che esistono al momento», viene spiegato all'università. Tra gli obiettivi: «costruire» una piattaforma trasversale dove gli scienziati di diverse formazioni (biologica, fisica e chimica, per esempio) possano lavorare insieme e usare insieme gli strumenti. Una sorta di «l'unione fa la forza», messa al servizio di piani e idee da sviluppare in maniera comune, soprattutto nell'ambito di progetti da portare avanti in cooperazione tra la Bicocca stessa e altri enti. La nuova super-zona, in quel luogo, in verità non è la prima né la sola. Sotto piazza della Scienza è già un brulicare di uomini e mezzi dediti al progresso. Già, proprio così: ci sono altri tre laboratori in cui si scava nei segreti della natura.

La prima zona è dedicata alla conservazione dei ghiacci estratti dall'Antartide, che vengono custoditi in frigoriferi che raggiungono temperature fino ai cinquanta gradi sotto zero. Gli operatori dell'ateneo per entrare in quegli ambienti che riproducono il Polo devono indossare tute di protezione per non restare congelati all'istante. Poi c'è il «laboratorio criostati»: qui si indagano le particelle elementari (neutrini & Co.), che in parte sono state «viste» e studiate al Cern di Ginevra.

Infine, la parte dei super-laboratori dove vengono fatte ricerche sulla chimica dell'atmosfera. Nel mirino, in particolare, c'è il cosiddetto «particolato», ovvero - detto il soldoni - le particelle sospese nell'aria. E adesso l'arrivo del laboratorio dei microscopi che sarà un nuovo «fiore all'occhiello» della ricerca milanese.