Nuovo volto a Sant'Ambrogio Dopo le guerre ecco l'autosilo

É stato al centro di ogni genere di polemiche e ora il progetto per la nuova piazza Sant'Ambrogio sta per arrivare a compimento.
I lavori per creare un grande posteggio sotterraneo si sono protratti per anni, ma ora vedono il traguardo: entro una settimana sarà consegnata la prima parte, quella verso l'entrata della basilica. Entro i primi di agosto poi, si chiuderà anche il secondo pezzo del cantiere, davanti alla sede della Polizia dove ci sarà l'ingresso ai parcheggi.
Al momento una quarantina di operai, erano sessanta fino a poco tempo fa, sono al lavoro per finire le ultime opere di un progetto che nel complesso vale 20 milioni di euro. Anche la vicesindaco Ada Lucia De Cesaris è passata giovedì con i tecnici comunali per verificare lo stato di avanzamento dei lavori.
«La forza della nostra idea - spiegano dalla società appaltante - sta nella riqualificazione della bellissima piazza milanese che punta a razionalizzare le moltissime auto che oggi sostano in superficie creando 234 posti auto a rotazione, di cui 6 riservati ai disabili, e 347 box per residenti suddivisi in cinque piani interrati».
La storia dell'autosilo di Sant'Ambrogio parte dal piano parcheggi del 1985, per poi venire avviato nei primi anni 2000. Da subito però ci sono problemi: il cantiere ha subito per anni rallentamenti di ogni genere. Ci sono stati degli stop per le verifiche archeologiche nel 2009 e poi le polemiche di alcuni esponenti della Milano culturale che hanno lanciato anche l'allarme sul possibile crollo del campanile della basilica. Carlo Bertelli, storico dell'arte ed ex soprintendente tra i promotori del comitato contrario alla costruzione dell'autosilo, si era espresso in questo senso nel febbraio del 2012. Il campanile però è ancora lì. Infine l'ondata arancione che ha portato Giuliano Pisapia sulla poltrona di sindaco, che aveva basato buona parte della campagna sulla promessa di bloccare molti piani di parcheggi sottorranei, ha provato a sommergere anche l'autosilo, ma senza successo e i lavori sono slittati di un anno: la fine era prevista per il 2013 e invece arriva un anno dopo. E lo scorso marzo l'ex sindaco Albertini si è addossato una parte delle responsabilità per le lungaggini che hanno portato il cantiere a restare aperto così a lungo: «Una sera del 2006 durante la campagna elettorale Glisenti mi chiamò insieme alla Moratti e Letizia mi disse: ho bisogno di un aiuto, ferma i parcheggi, avrei dovuto dirle di no. Il parcheggio sarebbe pronto da quattro anni». Su questo progetto gli amministratori cittadini non tennero la barra a dritta per seguire le proteste della Milano che conta: «Abbiamo dato retta alle lagnanze dei signori con due o tre cognomi che abitano lì intorno - ha concluso Albertini - a cui non interessano i posteggi perchè parcheggiano in cortile».
E, adesso, della conclusione della tormentata vicenda del cantiere non sembra nemmeno interessare molto a chi lavora in zona: nell'unico bar che si affaccia sul cantiere nessuno sembra avere un particolare interesse per l'argomento. Dopo l'apertura del 2006 e le continue sospensioni in zona si sono abituati tutti alle transenne.