Nyman prende casa anche a Milano "Qui trovo musicisti come i miei"

Lunedì suoi brani all'Elfo Puccini: "Quanti ricordi del live al Castello"

Correva l'anno 1980, quando la Michael Nyman Band suonò a Milano per la prima volta nella stagione dei Pomeriggi musicali. Uno sbarco che stupì molti: un altro minimalista, dopo Reich e Glass. Adesso, a sorpresa, Nyman ha voluto prendere casa in città. «Venti anni fa per me Milano era soltanto Milano, ma poi...», ammette quasi come a dire che la metropoli per lui ora significa qualcosa d'altro, molto altro.

Lui famoso al grande pubblico, soprattutto al principio per la colonna sonora del film «Lezioni di piano», il compositore londinese lunedì sera, con i suoi brani, sarà al centro del concerto dei Sentieri Selvaggi, presso l'Elfo Puccini. Diretto dal collega e amico Carlo Boccadoro, previsto un programma «che impagina una selezione di pezzi raramente eseguiti in Italia» fanno sapere dalle parti dell'ensemble. Come lo «String Quartet n.5», «Viola e piano», nella versione ensemble, e «Two Songs» (prima esecuzione assoluta). Un ritratto dell'autore contemporaneo - titolato «Man with a movie camera» - che arriva all'apice di un rapporto di collaborazione tra lui e i Sentieri; una conoscenza, la loro, che appunto parte da lontano. «Come ha recentemente ricordato Boccadoro ho suonato un concerto di piano al Castello Sforzesco - afferma - Quell'incontro di allora ha portato ad alcune cose. Per esempio ho realizzato che c'erano musicisti italiani interessati a eseguire la mia musica con la stessa competenza, e forse con lo stesso entusiasmo, dei miei selezionati musicisti inglesi». Quindi è inevitabile, «anche contro ogni logica, «che io sia andato ad abitare vicino al mio Castello».

E ancora: l'autore d'oltremanica racconta che qui, nel capoluogo lombardo, scrive «lo stesso tipo di musica» che scriveva «come compositore a Londra o Messico City, lavorando su sinfonie», e una grande selezione di arrangiamenti musicali per quartetto di sassofoni. Ma non solo. Frequentando Milano, durante trasferte, passaggi e visite, si è ritrovato ad «ascoltare e a essere interessato a un sacco di musica che non è ortodossa per un cosiddetto minimalista». Alcuni nomi italiani per esempio, il surrealista/dadaista Paolo Castaldi e l'avanguardista Luigi Nono, poi il francese spettralista Gerard Grisey. Nyman, quando si trova nel capoluogo lombardo - come dice lui se è «abbastanza fortunato da trovare i biglietti» - frequenta il Teatro alla Scala. Ma la sua musica, rispetto agli anni dell'inizio, com'è cambiata? Parla di «elettronica», cita un «grande progetto di remix, registrati e live, ad Ars Electronica (il festival di Linz, ndr)», qualche stagione fa. E ricorda dei trenta cd che ha «pubblicato con Mn Records», ovvero la sua etichetta. Tutto materiale disponibile «per ispezioni e ricostruzioni elettroniche». Benvenuto a Milano, Michael!