Oblivion, ecco la sfida dei «jukebox umani»

Tra parodie e duetti impossibili, il gruppo porta sul palco una carrellata di big della musica italiana e internazionale

Ferruccio Gattuso

Sono nati dal web, a colpi di click su YouTube si sono guadagnati l'attenzione di un produttore come si deve, quel Paolo Scotti che da una decina d'anni se li coccola come fenomeno da sold out teatrale. Da «I Promessi Sposi» liofilizzati in dieci minuti - una messa in scena video divenuta oggetto di culto tra gli studenti - a una serie di spettacoli dove musica, comicità, mimo, virtuosismo corale, parodie, si intrecciano in modo rutilante. Gli Oblivion sono ormai «una testuggine romana da centotrenta spettacoli all'anno», secondo la loro definizione efficace. La macchina da guerra comica e musicale è attesa con il suo nuovo show «The Human Juke Box» finalmente a Milano, al Teatro Leonardo da questa sera all'1 maggio (ore 20.30, domenica ore 16,, ingresso 25 euro, info 02.86.45.45.45): solo per queste date è prevista una novità, vale a dire la sostituzione di un Oblivion per cause di forza maggiore. In ogni caso, si tratta di un'ottima notizia: gli Oblivion si riproducono, Francesca Folloni, in dolce attesa, cede il posto a una nuova perfomer, Clara Maselli, ligure di Ventimiglia già nel cast di musical importanti come «La Famiglia Addams» (accanto a Elio e Geppy Cucciari), «Evita» (nel ruolo della protagonista) e «Sister Act». Un mese di prove dure, per diventare Oblivion e la missione sembra riuscita, accanto a Graziana Borciani, Davide Calabrese, Lorenzo Scuda e Fabio Vagnarelli. A dire il vero il giudizio sarà tutto nelle mani, plaudenti o meno, del pubblico milanese nelle cui file si annoverano tra i fan più duri e puri del gruppo: «Con gli Oblivion ho condiviso la formazione alla Star Musical School di Bologna spiega Clara Maselli Non ci siamo mai persi di vista. É ovvio che entrare nel loro meccanismo non è stato facile, mi hanno invaso di mail con file di brani che dovevo imparare alla perfezione». Sì perché le armonizzazioni degli Oblivion non scherzano: questi cinque ragazzi sono capaci di riprodurre l'intro di «Bohemian Rhapsody» dei Queen ogni sera, cosa che nemmeno i Queen stessi facevano. Senza contare il numero in cui le due donne del gruppo eseguono brani complessi nel ruolo di «vocalist» e «consonant», dividendosi vocali e consonanti in perfetto incastro ritmico. La formula dello spettacolo già sperimentata nello show precedente «Oblivion.Zip» - è semplice: il pubblico chiede e gli Oblivion rispondono. «Prima di accomodarsi in sala gli spettatori devono inserire in alcune urne il nome del proprio cantante del cuore spiega Lorenzo Scuda Sul palco, noi faremo estrazioni, abbinando gli artisti tra loro». Come potrebbe essere una canzone dei Ricchi e Poveri cantata da Ligabue? Saranno gli Oblivion a darne dimostrazione. «In tutti questi anni spiega Fabio Vagnarelli abbiamo costruito un repertorio infinito, è chiaro poi che molta gente ci chiede i nomi più celebri, Morandi su tutti, Cocciante, Baglioni». Il dialogo col pubblico sarà diretto, in una cornice come quella del Teatro Leonardo che dice il produttore Paolo Scotti - «è perfetta per questo show: non più di 500 posti, un contatto maggiore rispetto ai teatri visitati in precedenza a Milano». In galleria, anche la carrellata di tutti i vincitori di Sanremo dalla nascita del festival ad oggi in 5 minuti...