Gli occhiali di D'Annunzio per aiutare il Vittoriale

La montatura prodotta in numeri limitati e una percentuale andrà alla Fondazione

Mimmo di Marzio«Sufficit animus» - basta il coraggio - fu uno dei motti celebri di Gabriele D'Annunzio a cui l'animo non fu certo da meno dell'ispirazione letteraria. E l'appellativo «Poeta Soldato» non fu gratuito considerate le numerose imprese belliche, spesso anche solo propagandistiche, che lo videro protagonista a cavallo tra le due Guerre. In una di queste, a seguito dell'incidente aereo occorsogli durante un atterraggio di emergenza il 16 gennaio del 1916, il Poeta Soldato perse malauguratamente l'uso dell'occhio destro. Episodio che gli valse la celebre benda nera contribuendo ad aumentarne il mito; ma che lo indusse anche all'uso di eleganti occhiali con montatura tonda molto alla moda per l'epoca e di cui il vate non fece mai a meno nella penombra delle stanze del Vittoriale. E «Sufficit animus» è anche il titolo del singolare omaggio che lo stilista friulano Pugnale&Nyleve ha voluto rendergli, disegnando una linea di occhiali dannunziani a tutto tondo; stessa forma e costruiti con una speciale combinazione di acciaio e acetato, impreziositi da una placcatura in oro 18 carati incisa con ideogrammi orientali come ricordo dell'ammirazione che D'Annunzio nutriva per la cultura giapponese. La linea a tiratura limitata di 111 esemplari - costo attorno ai mille euro - è stata presentata ieri a Milano da un testimonial d'eccezione, il presidente della Fondazione Vittoriale Giordano Bruno Guerri. Proprio lui, giornalista e storico, ha voluto raccontare la nuova joint venture che, al di là dell'aspetto commerciale, vorrebbe contribuire a rilanciare il «brand D'Annunzio» nel mondo. Già nel 2013, del resto, in occasione dei 150 anni dalla nascita, fu presentata la collezione «Aurora d'Annunzio» composta da penna stilografica e roller. È indubbio che rispetto al merchandising dei musei americani il Belpaese sia ancora ad uno stadio dilettantesco ma, giura Bruno Guerri, anche gli occhiali sono un piccolo e pur significativo passo. Non solo perchè una percentuale delle vendite del lussuoso accessorio andrà alla Fondazione. «Il Vittoriale - dice al Giornale - è ancora una risorsa sottostimata dal turismo culturale internazionale, forse per l'ingiusta aura fascista che lo avvolge. Oggi abbiamo raggiunto quota 212mila visitatori annui, ma è ancora poca cosa se consideriamo che il Garda è tra le prime quattro mete turistiche italiane...».

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