Oggi primarie, siluro di Sala: "Con Renzi poca sintonia"

Il sindaco ai gazebo difende la scelta di non schierarsi: "In giunta e consiglio posizioni varie, ho preferito così"

Sala che per tutta la campagna non si schiera, e non rivelerà neanche oggi la ics sulla scheda. Renzi che fa tappa al teatro Parenti (9 giorni fa) ringrazia persino Letizia Moratti per l'Expo ma non cita mai l'ex commissario. E Renzi che, nonostante le polemiche, giovedì scorso torna nell'hinterland, riparla di Expo, ignora ancora Sala e con chi gli chiede se i rapporti col sindaco siano buoni taglia corto: «Siamo a Pioltello qui». Non servivano altri indizi, ma alla vigilia del voto per il futuro segretario del Pd ieri è stato proprio Sala a confermare che «in questo momento la sintonia con l'ex premier non è massima. Non ho nulla contro di lui, riconosco che abbiamo fatto tante cose e mi auguro che passate le primarie si trovino le formule per ricominciare a lavorare insieme perchè certamente non ho mai disconosciuto il ruolo che ha avuto e può avere in futuro». I renziani speravano in una benedizione del sindaco anche in extremis, ma incassano quasi un siluro che promette una resa dei conti. L'ex mister Expo difende la scelta di non esprimersi per un candidato (non lo farà nemmeno oggi, voterà al seggio allestito al Cam di corso Garibaldi alle 10). «Sia giunta che consiglio la compagine è ampia. Rispetto i sindaci che rispetto a me hanno deciso di schierarsi ma io ho preferito tenere questo tipo di posizione, anche se qualche polemica certamente l'ha suscitata e non vedo l'ora che venga il primo maggio». La giunta è nettamente pro Renzi, 7 assessori contro 3 che tifano Orlando. In consiglio vince il ministro della Giustizia (e 2 stanno con il terzo candidato, Michele Emiliano). E già c'è chi avverte che in caso di sconfitta, dopo il voto potrebbe scappare col pallone, se Renzi farà patti col centrodestra: «Se venisse tradita la naturale collocazione nel centrosinistra, del Pd, per strategie elettorali, strategie post elettorali, distinguo legati strumentalmente al rancore, non tarderò ad andarmene» ha dchiarato il consigliere dem David Gentili.

Sala torna a ribadire che «ci sono momenti con Renzi in cui si è più vicini e momenti in cui si fa più fatica. Ci sono delle differenze, io credo per l'età che ho. Voglio sempre mantenermi indipendente e ragionare con la mia testa. E se sarà il caso di criticare continuerò a farlo». Detto questo «credo che vincerà, su questo penso che ci sia abbastanza consenso da parte di tutti gli analisti, vedremo come andrà. L'altra cosa importante è vedere quanta gente andrà a votare». É chiaro a tutti che un'affluenza molto bassa ridimensionerebbe la leadership. E sul futuro «io non voglio suggerirgli niente - continua -, dico solo che per come si stanno mettendo le cose è difficile che una sola forza potrà governare, è necessario il dialogo. Questo Paese ha bisogno di stabilità, sulla base di alcuni principi solidi, per prima la scelta europeista» e sottolinea ad esempio che «il fatto che si sia dichiarata europeista la sindaca 5 Stelle di Torino Chiara Appendino magari è passato sotto traccia, ma per me è importante».

La ministra renziana Maria Elena Boschi ieri mattina era a Palazzo Marino per un evento. Sala non si è visto, a rappresentarlo la vice Anna Scavuzzo. La Boschi ha sostenuto che la candidatura di Milano come sede dell'Ema dopo la Brexit è nata «sicuramente da un'intuizione, quando ancora si doveva tenere un certo riserbo, del presidente Renzi con Sala». Il sindaco a distanza ha replicato di aver «molto apprezzato le parole della Boschi». Precisando che «io subito dopo le elezioni sono andato a Londra, intuendo che ci fosse una opportunità, ma Renzi ha anche abbastanza velocemente appoggiato questa iniziativa. Non sarebbe sbagliato anche da quello ricominciare e fare qualcosa per Milano».