Oltre i vestiti c'è molto di più: così le griffe si re-inventano

Prada ospita la pasticceria Marchesi e rilancia arte e foto, Adidas prepara gare, Sangalli punta sui bimbi

C'erano una volta la boutique, la galleria e il ristorante. C'erano, e ci sono ancora, ma sempre più spesso si fondono all'interno dello stesso spazio. Addio vecchio shopping, le regole sono cambiate. I negozi non sono più semplici punti vendita, non ci sono più solo vestiti e accessori: le griffe vogliono regalare ai clienti esperienze nuove, li invitano a colazione o a una mostra, li coinvolgono in attività culturali. Così, mentre ci si chiede come sarà lo shopping del futuro e i più innovativi cercano di avvicinare le boutique all'e-commerce (con tanto di esperienze interattive e consegne a domicilio super rapide), i negozi tradizionali si evolvono e vanno oltre il concetto di moda. Gli esperti parlano di shopping e di lusso «esperienziale». Per questo le griffe e i marchi continuano a investire in ristoranti, bistrot, gallerie, e a lanciare nuove idee e iniziative. Purché siano spettacolari (e si possano condividere su Instagram). Come Moncler, che per l'inaugurazione del nuovo monomarca milanese, il più grande al mondo, ha ricoperto di neve via Montenapoleone. E purché siano coinvolgenti. Come le tante iniziative di Rinascente, che si rinnova di continuo (guardando alla città): la prossima sarà dal 7 al 13 novembre, quando in Fiera andranno in scena le ultime novità su due ruote e sarà tutta dedicata alle moto con feste e performance. Perché quando ci si sente parte di un mondo, comprare è più bello.

Moda, cultura e pasticcini. Succede che chi va in centro e attraversa la Galleria Vittorio Emanuele II, si imbatte in un polo dalle molteplici sfaccettature in cui convivono (in coerente equilibrio) moda, ristorazione, arte e una miriade di attività culturali. E chi poteva pensarci se non Prada? Dopo il negozio dedicato all'uomo, il gruppo ha aperto un nuovo spazio Marchesi: 250 metri quadrati (al piano mezzanino del palazzo) che reinterpretano l'atmosfera della storica sede di via S. Maria alla Porta. La pasticceria, con le sue finestre ad arco affacciate sui mosaici della galleria, è una meta «cult». Come Osservatorio, aperto da Fondazione Prada al quinto e il sesto piano del palazzo. Un luogo di esplorazione sulle tendenze della fotografia contemporanea, con vista mozzafiato sulla cupola in vetro e ferro dell'Ottagono. E anche nel Quadrilatero sempre più spesso arte e moda convivono nello stesso spazio. Un esempio? Aspesi, che ha riaperto lo store di Montenapoleone come una galleria piena di pezzi d'arte e collezioni vintage.

Shopping fra tradizione e nuove esperienze. Ai confini del Quadrilatero, in via San Primo, il nuovo spazio di Federico Sangalli è unico nel suo genere. Ci sono le collezioni pret a porter e quelle per i bimbi, c'è l'atelier dove le sarte cuciono (con macchine a pedali d'epoca) gli abiti da sogno di alta moda disegnati dallo stilista-couturier, e la sartoria da uomo curata da Donato di Veroli. Poi, a sorpresa, si entra nella «Cave», galleria con le volte a botte, dedicata alle mostre e alle degustazioni di vini, nel cortile privato per eventi e feste e nella galleria sotterranea con gli accessori e i capi «luminosi» in fibra ottica ideati da Federico Sangalli. Insomma, l'importante è non fermarsi e rinnovarsi sempre. Come Adidas, che per il nuovo megastore di Vittorio Emanuele, ha coinvolto la gente in una serie di eventi e competizioni (reali e virtuali).

Metti una sera a cena, in boutique. Il ristorante «griffato» ai milanesi è sempre piaciuto: a Milano Armani e Trussardi hanno fatto proseliti, ma oggi le esperienze in bilico fra moda e gourmet si moltiplicano. Fra le ultime nate, il Bistrot Glorious Cafè di Diesel in piazza San Babila, accanto al nuovo store, ideato insieme all'Università di Pollenzo. I piatti sono preparati secondo tradizione, con un'attenta ricerca per le eccellenze del territorio, con qualche incursione «su strada» di arte contemporanea. La più spettacolare? Il carro armato pacifista di David Lachapelle. Poco lontano, in corso Venezia, nel palazzo ristrutturato da Philipp Plein, si possono fare spuntini a base di caviale e champagne a bordo di un jet: è il bar Air Force Plein che riproduce la cabina di un aereo privato.