Oltre mezzo milione al voto per scegliere anche i sindaci

Europee e non solo. Domani si vota anche per eleggere parlamenti locali che talvolta tanto esigui non sono. In Lombardia sono 1042 i centri comunali in cui gli aventi diritto al voto sono chiamati al seggio per il rinnovo dei consigli. Tra questi, i capoluoghi Bergamo, Cremona e Pavia. In tutta la regione, la provincia che vanta il maggior numero di paesi al voto è Bergamo (172), seguita da Brescia (147) e Pavia (135). La circoscrizione brianzola è invece quella con il minor numero di centri ad aver aperto le urne, soltanto 31. Si calcola che in tutta la Lombardia siano qualche milione i cittadini che dovranno esprimere il proprio parere.
Nella sola provincia di Milano andranno al seggio 71 comuni complessivi, 13 dei quali superano i 15mila abitanti, per un totale di 574mila elettori. In corsa ci sono addirittura 263 candidati sindaco e le postazioni elettorali allestite sono 954. Nel Milanese è Paderno Dugnano, che supera i 46mila abitanti, il paese più popoloso chiamato al voto. Ad esso si aggiungono Rozzano (40mila), Pioltello (36mila), oltre a una raffica di cittadine intorno ai 20mila abitanti come Trezzano, Lainate, Peschiera Borromeo, Cornaredo e Cesano Boscone che li superano mentre Settimo, Novate, Melzo, Cusano, Cormano restano leggermente al di sotto.
La preoccupazione dei politici è il rischio astensione. L'appello a tutti gli aventi diritto è quello di non rinunciare alla possibilità che è data loro, perché a questa tornata elettorale sembra farsi fortemente sentire la disaffezione verso la politica e la tentazione di andare al mare, viste le temperature davvero miti di questo scorcio stagionale.
In merito si è pronunciato il coordinatore provinciale di Forza Italia, Luca Squeri: «L'astensione è un nemico della democrazia e ci preoccupa molto. Occorre continuare a contattare fisicamente gli elettori, ricordando loro che si vota soltanto domani».
A questo proposito va sottolineato che le urne aprono alle 7 e restano a disposizione degli elettori fino alle 23. Gli orari sono quelli europei, con l'abolizione della mezza giornata di lunedì. Lo spoglio delle schede europee inizierà subito dopo la chiusura dei seggi, mentre per le Comunali si andrà a lunedì.
Non è detto infine che le consultazioni locali abbiano un esito subito definitivo. Nei comuni sopra i 15mila abitanti, se nessun candidato incasserà almeno il 50,1 per cento dei consensi, si tornerà alle urne per il ballottaggio tra i due sindaci in pectore più votati. In questo caso il turno di «finale» si terrà domenica 8 giugno.
Per i centri al di sotto dei 15mila non è invece prevista questa norma e il candidato più gettonato sarà quello cui toccherà reggere le redini del Comune per i prossimi cinque anni. Salvo sorprese.