Operazione liste pulite e frenata alle «ruspe»

La linea Parisi: gente onesta e non infondere odio Match a distanza con l'avversario sui curriculum

Chiara CampoListe elettorali pulite, è la prima garanzia. «Ttroppa gente si infiltra in politica per fare soldi e purtroppo è uno sport praticato anche nel centrodestra. Abbiamo il dovere di mettere nelle liste elettorali e in giunta persone oneste e trasparenti. Non rubare dovrebbe essere la normalità». Stefano Parisi arriva a una convention di Forza Italia organizzata ieri all'Auditorium della Regione accolto da applausi e bandierine. Sale sul palco in camicia e detta subito le regole della campagna, parla agli azzurri in platea ma perchè sentano anche gli alleati. Sul tema immigrazione parla infatti prima di tutto alla Lega, che minaccia le ruspe contro i campi rom e non solo. «Alla paura dobbiamo dare delle soluzioni. Noi non dobbiamo vivere generando ansia come una parte di questa coalizione fa». C'è poi il richiamo ad abbassare i toni, a non cedere «alle provocazioni della sinistra». Il candidato del Pd Beppe Sala e il suo ex sfidante alle primarie Pierfrancesco Majorino, con cui ha stretto una liason dopo il voto (forse basata sulla garanzia di un posto in giunta in caso di vittoria) hanno criticato la foto di Parisi con i big del centrodestra due giorni fa al lancio della campagna elettorale. «Un ritorno alla prima Repubblica con cui non ho niente da fare» ha attaccato mr Expo, «la partita comincia ora e i nemici sono quelli là» si è aggregato Majorino. «Nemici? Io non uso questi toni da vecchia politica, per me sono avversari, non nemici - la replica di Parisi -. Ho sentito parole offensive, ma io non voglio una campagna di odio e delegittimazione che rischia solo di allontanare la gente dalle urne. Parliamo di contenuti». Per questo dice basta (anche ai suoi del centrodestra) a fomentare dubbi sui conti Expo, «prima o poi usciranno, se Sala dice che sono a posto gli credo. E se dovesse essere coinvolto in qualche inchiesta giudiziaria durante la campagna, non voglio sentire una parola di esultazione, non vogliamo una magistratura politicizzata nè a destra nè a sinistra». Si lascia andare però ad un commento ironico su Sala, che si era vantato il giorno prima di aver dato prova di essere un bravo manager. «Io ho un curriculum più forte del suo, quando ero a Capo del dipartimento economico di cinque presidenti del Consiglio a palazzo Chigi, lui si occupava di pneumatici». Arriva la replica di mr Expo, ex amministratore delegato di Pirelli Pneumatici: «Orgoglioso di essermi occupato di fabbriche, lavoro e produzioni mentre lui presidiava i palazzi romani». E Majorino torna a fargli da avvocato: «Parisi ricorda a tutti che è stato uomo dei palazzi romani». Nervi tesi a sinistra. Un sondaggio realizzato da Tecne per SkyTg24 vede Sala al 34-37% e Parisi a soli 4 punti di distanza (30-33%). Mariastella Gelmini, che sarà capolista di Fi, ricorda questi numeri e nota che «a sinistra c'è un nervosismo crescente». Parisi ha chiesto una campagna «in positivo, per Milano e non contro Pisapia». Ma il consigliere azzurro Fabrizio De Pasquale sul palco non può non rimarcare che «Pisapia rappresenta una sinistra da salotto, che non conosce come noi il Giambellino o Quarto Oggiaro». Intervengono anche Giulio Gallera, Gianluca Comazzi, Andrea Mascaretti, Silvia Sardone. In sala arriva qualche ex assessore di Albertini o Moratti: da Girolamo Sirchia (anche ex ministro della Sanità) a Tiziana Maiolo, Guido Manca, Domenico Zampaglione.