Opposizione sulle barricate ma il Pd (per ora) non molla

Denuncia al sovrintendente. La Zona 1: «Noi ignorati» Bussolati: «Nessun ripiego, avremo l'ok come Wired»

Continua la battaglia del centrodestra contro il progetto per la realizzazione della Festa dell'Unità ai giardini Montanelli, in calendario dal 25 agosto al 6 settembre. La decisione, da parte del comitato interassessorile, è slittata a venerdì quando dovrebbe arrivare sul tavolo della giunta il parere tecnico del settore verde, ma c'è chi, come il vicepresidente del consiglio comunale Riccardo de Corato (FdI), ha già l'esposto in mano in caso di via libera. A far discutere la scelta di realizzare la tradizionale kermesse a base di salamelle e mazurka nel parco progettato dal Piermarini, sottoposto non a caso a doppio vincolo ambientale e storico.

«Mi auguro che la Soprintendenza valuti sia l'infondatezza dell' “interesse pubblico”, in quanto si tratta della festa di un singolo partito - avverte Riccardo De Corato - sia i danni che con molta probabilità saranno provocati al prato e alle strutture dei giardini da stand, cucine, ristoranti e palchi (che dobbiamo considerare “opere”). E la fidejussione a quanto dovrebbe ammontare? Come si fa a commisurare il valore di Palazzo Dugnani, della fontana e delle serre? Oltretutto il Pd limiterebbe la fruibilità del parco da parte dei cittadini: l'area infatti è limita, non si tratta di un grande spazio verde, quindi l'”interesse pubblico” dovrebbe essere quello di vietare la festa».

Furibondi anche i consiglieri di zona 1 che sono stati bypassati: «Il consiglio di zona 1 ha competenze sul verde, ovvero sul parco Sempione e sui giardini Montanelli, ma l'ultima commissione Verde prima dell'estate si è tenuta due giorni fa, mentre domani ci riuniremo per l'ultima seduta. E all'ordine del giorno non compare nessuna richiesta di autorizzazione per la festa dell'Unità ai giardini Montanelli» attacca Filippo Jarach, capogruppo di Forza Italia in zona 1. «Il consiglio di zona ha sempre negato l'autorizzazione ad eventi, come il luna park, che minacciavano il verde, quindi da noi avranno solo parere negativo - avverte-: sappiamo tutti cosa vuol dire Festa dell'Unità e noi siamo contrari a qualsiasi manifestazione metta a rischio i giardini».

La butta sull'ironico Alessandro Morelli, capogruppo della Lega a Palazzo Marino: «È chiaro che il Pd è solo in cerca di pubblicità: prima piazza Gae Aulenti, ora Palestro, della serie l'importante è che se ne parli e che la festa sia in centro. Questa è l'ennesima dimostrazione che il Pd ha dimenticato le periferie». In realtà è il pensiero di anche una parte dello stesso partito che avrebbe preferito un'area dismessa. Ma tant'è. «Perché non la fanno in piazza Affari - si chiede Morelli - luogo in sintonia con i banchieri, ma anche con il messaggio che i milanesi manderanno tra dieci mesi (il «dito» di Cattelan)».

I democratici non si scompongono, convinti di portare a casa il risultato, ovvero il via libera ai giardini Montanelli, tanto da non voler nemmeno parlare di un eventuale piano B. «Ci penseremo solo nel caso di un rifiuto, ma come è stata autorizzata la Wired Next Fest non vedo perché dovrebbe essere bocciata la nostra manifestazione» spiega il segretario cittadino Pietro Bussolati. Il giardini saranno aperti alla cittadinanza di giorno e di sera. Guai anche a parlare di minaccia per il verde: «Abbiamo già detto che gli stand non saranno sulle aree verdi, lo spazio consente di ospitare stand e banchetti sul selciato». Ancora da definire lo slogan della kermesse e la data del comizio di Matteo Renzi, «l'affluenza sarà superiore alle altre serate, ma lo spazio sarà sufficientemente ampio per ospitare tutti».