Malpensa prende il "volo", passeggeri a quota 20 milioni

Record atteso da lunedì: l'ultima volta dieci anni fa. Sea: "Crescita super, nel 2017 sfioreremo i ventidue"

Lunedì o martedì a Malpensa passerà il ventimilionesimo passeggero del 2017. Una tappa importante per lo scalo che non raggiungeva questo traguardo da dieci anni, da quando cioè Alitalia decise di ritirarsi e di concentrarsi a Roma: fu un momento drammatico, un crollo improvviso di 7 milioni di passeggeri, dai 24 del record di allora. Il lavoro di recupero fu poi impegnativo, con la ricerca di compagnie e con la costruzione di un diverso modello di sviluppo per l'aeroporto: oggi i «clienti», cioè i vettori, un centinaio e servono 200 destinazioni. La quota dell'ex vettore di bandiera a Malpensa è inferiore al 2%.

Gli uffici della Sea in questi giorni stabiliranno il criterio per individuare il passeggero numero 20 milioni; verrà identificato con sistemi aeroportuali, che riconoscono tutti i passeggeri in partenza sia al momento del ceck in sia ai controlli di sicurezza sia all'imbarco del volo. Si tratta di un momento storico per lo scalo lombardo e conferma, a quasi 20 anni dall'apertura, il momento di forte sviluppo che sta vivendo. «Nel 2017 sfioreremo i 22 milioni di passeggeri rivela Giulio De Metrio, chief operating officer della Sea -. La crescita è impressionante, continua ininterrotta da 29 mesi e quest'anno fino ad oggi si attesta a un più 15%, con 2,5 milioni di passeggeri in più sullo stesso periodo del 2016. Per un terzo il merito è del traffico di Ryanair, per i due terzi di tutti gli altri vettori tradizionali, inclusa easyJet».

Approfondire questi numeri è interessante. Se i passeggeri aumentano del 15%, i posti offerti segnano più 10% e i movimenti aerei più 8%. «Significa che gli aerei sono più grandi, con una maggiore capacità unitaria, e che vengono riempiti sempre di più. Infatti segnala il numero 2 della Sea tra gennaio e ottobre il coefficiente di riempimento degli aerei è cresciuto di 3,3 punti, dal 74,3 al 77,6%. È merito certo delle compagnie, ma noi siamo i primi a condividere i successi dei nostri clienti. La crescita è solida e viene da lontano continua il manager e premia gli investimenti fatti in infrastrutture, in processi operativi, in funzionalità e confortevolezza. Il momento di mercato è favorevole e Malpensa cresce più del doppio della media italiana».

Ma a cosa si deve il successo di un aeroporto? «È un circolo virtuoso che si costruisce nel tempo. Un mix di offerta di voli e di destinazioni, di prezzi competitivi, di vettori di qualità, di ambienti più confortevoli, di accessibilità migliorata, di controlli di sicurezza più fluidi in ambienti spaziosi e luminosi. Poi il traffico genera traffico. A differenza del passato, quando nell'hub 7 milioni di passeggeri di Alitalia erano in transito, oggi tutti i 20 milioni sono origine-destinazione, dimostrando un rapporto molto più forte con il bacino territoriale di competenza, che si è significativamente ampliato proprio grazie all'offerta dell'aeroporto e alla capacità di favorire la crescita dei flussi turistici incoming sul nostro territorio».

Nel sistema milanese del trasporto aereo, al successo di Malpensa corrisponde l'andamento sostanzialmente stagnante di Linate, che tra gennaio e ottobre è calato dello 0,6% circa e che risente della crisi di Alitalia, che sullo scalo ha una quota del 60%. Linate chiuderà l'anno superando i 9 milioni di passeggeri e, rispettando il decreto che ne regola l'attività, può arrivare nell'evoluzione a dieci. Ma è tutt'altro che in crisi, con una lunga lista di compagnie pronte ad acquisire gli slot che Alitalia dovesse abbandonare, ma è anche pronto ad accogliere la ripresa dell'ex compagnia di bandiera, «come si spera» dice De Metrio. Sull'aeroporto cittadino sono stati avviati importanti investimenti (65 milioni entro il 2022), che comprendono tra l'altro il rifacimento della pista e il radicale rinnovamento dell'aerostazione e della sua facciata.

Ma è a Malpensa che sono attese le più importanti novità. La Sea sta lavorando con le autorità italiane e statunitensi al fine di creare un servizio di «preclearance», per poter effettuare le operazioni di ingresso negli Usa già a Milano e non all'arrivo, con una notevole semplificazione e meno stress per i passeggeri. Sarà il primo servizio di questo genere in Italia ma, vista la complessità delle procedure, potrà essere inaugurato non prima di uno-due anni. Un altro tema di sviluppo delle attività aeroportuali è il sistema di connessione tra vettori non appartenenti alle stesse alleanze, aumentando così l'offerta grazie all'unione di network diversi. Ci stanno ragionando le due low cost EasyJet e Ryanair, che potrebbero estendere la propria offerta anche al lungo raggio. EasyJet ha già inaugurato il servizio a Londra Gatwick, e l'estensione più naturale è alla sua base di Malpensa. «La Sea è già pronta assicura De Metrio - grazie all'esperienza del servizio Via Milano», il sistema di connessione organizzato dallo stesso aeroporto, attivo da 5 anni. Infine, una nuova opportunità per l'aeroporto è costituita dall'alleanza tra Meridiana e Qatar Airways. La futura Air Italy dovrà decidere se concentrare la propria attività a Malpensa o a Fiumicino. Roma costituirebbe un'occasione importante se Alitalia dovesse risultare smembrata o indebolita. La decisione è in corso, tra Olbia e Doha, e il piano industriale che la rivelerà è atteso entro Natale.