Ora la palla passa all'Inter: il Meazza diventa nerazzurro

Dopo la Champions 2016 inizieranno i lavori a San Siro Via il terzo anello, capienza a 60mila posti e più tecnologia

Far rinascere un'intera zona della città mettendo al centro di tutto lo stadio, quel San Siro sinonimo di storia, trionfi e sconfitte clamorose che dice addio ai colori del Milan per sposare, eternamente, quelli dell'Inter. Tutto attorno una vera e propria cittadella, una serie di attività per far rinascere il calcio del Biscione.

Ora che l'Inter è padrona in solitaria di San Siro, dopo il sì di Fondazione Fiera alla costruzione dello stadio del Milan in zona Portello, Erik Thohir è pronto ad affondare il colpo per far nascere la casa dei tifosi nerazzurri, cercando di dare nuova vita ad una zona che spesso rimane desertica quando allo stadio non ci sono eventi.

Un piano di riqualificazione dell'area da 70 milioni di euro, presentato dal magnate indonesiano già ad aprile al Comune di Milano.

L'idea sarebbe quella di prendere la struttura in affidamento dietro una cessione del diritto di superficie per 99 anni, cosa che permetterebbe al club nerazzurro di lavorare in solitaria senza l'ingombro sia dei cugini del Milan, sia dello stesso Comune.

I cambiamenti principali sono già stati comunicati a suo tempo e prevedono il totale abbattimento del terzo anello, cosa che riporterebbe la capienza massima dello stadio dagli attuali 82 mila a 60 mila spettatori, con il tetto che di conseguenza verrebbe abbassato e la tribuna rossa adibita a nuova zona business.

Il Meazza, dal 2000, è gestito in concessione da entrambe le squadre e la convivenza finora è stata buona; ma che le strade si dovessero separare era cosa risaputa da tempo (anche se, paradossalmente, i due stadi andranno ad essere distanti solo tre chilometri). L'obiettivo di entrambe le squadre è chiaro: avere degli stadi sempre pieni e fare in modo che i tifosi possano godersi lo spettacolo in maniera più consapevole.

Tutto intorno, però, ci sarà un rinnovamento urbanistico senza precedenti, talmente importante che dovrebbe concludersi soltanto con l'inizio della stagione agonistica 2019/20.

Stadi e progetti diversi, ma destino unico: capienze non eccessive, aumento del confort e della tecnologia e, di conseguenza, dei servizi offerti e dei profitti per le società nel breve periodo, così da rientrare dopo lo sforzo economico iniziale.

Il via ai lavori è fissato dopo la finale di Champions League del 2016. L'opera di ristrutturazione porterà il Meazza ai livelli dei più moderni stadi mondiali.

E poi c'è la questione dello storico ippodromo del trotto di San Siro, chiuso dal Capodanno 2012, dove Erick Thohir vorrebbe creare qualcosa di importante: ristorante, lounge e museo verranno inseriti all'interno dello stadio, ma quello dell'ippodromo sarebbe uno spazio ideale per ospitare campi di allenamento, servizi e merchandising.

Il 30 aprile il gruppo Snai, proprietario dello stesso ippodromo, aveva presentato un piano di trasformazione urbanistica e questo, per ora, blocca ogni tentativo di espansione dell'Inter, che vorrebbe veder demolito il trotto per poter interagire nella zona pensata per il verde pubblico e i servizi: qui verrebbe ospitata una cittadella del verde e dello sport, proprio adiacente a San Siro.

E poi c'è un altro problema: attualmente lo stadio è gestito da Milan e Inter con un accordo fino al 2030 e una retta annua di affitto pari a 8,2 milioni di euro: come fare per liberare i rossoneri da questo peso? Per rispondere a queste domande bisognerà attendere il sì definitivo del consiglio comunale di Milano. E quando entrano in campo le istituzioni i tempi non sono mai certi.