Ora il sindaco pensa a una squadra speciale per verificare i redditi

Ritoccare le tariffe, aumentare le tasse, spremere lo spremibile per rimpinguare le casse di Palazzo Marino. Ma allo stesso tempo allungare le antenne e aumentare la vigilanza. Il Comune sta pensando di creare un nucleo centrale di controllo che vada a spulciare certificazione e autocertificazioni dei milanesi e accertare che quanto dichiarato sia la vera verità. Un ufficio centrale in cui convogliare tutto. Adesso infatti ogni settore viaggia a sé. In questo modo verrebbe eliminata la gestione diretta del controllo dei vari servizi comunali, dal trasporto alla refezione, agli asili. È una delle ipotesi messe sul tavolo l'altra sera alla riunione della giunta arancione con i capogruppo della maggioranza per fare il punto della situazione. Tema, bilancio e tariffe. Nessuna decisione finale ma molta carne al fuoco. E un nuovo appuntamento già fissato per settimana prossima. A partire dal ritocco degli abbonamenti dell'Atm, fermi ormai all'89, passando per la revisione delle fasce di reddito per il pagamento della refezione scolastica per approdare anche alla tariffe di nidi e materne. Secondo le simulazioni fatte l'ipotesi di un aumento dell'abbonamento Atm da 30 a 36 euro, ovvero del 20%, porterebbe nelle casse del Comune quasi 30 milioni di euro, mentre un incremento del biglietto singolo da 1,5 a 1,7 euro ne porterebbe circa 16 milioni. D'accordo i gruppi del centrosinistra su un punto: la revisione di agevolazioni e esenzioni da tariffe per alcune categorie che prescindono dal reddito: «Ingiusto che in questa situazione - hanno spiegato sia il presidente del consiglio comunale Basilio Rizzo sia il capogruppo del Pd Lamberto Bertolè - ci siano ad esempio persone con più di 65 anni ma con reddito alto, che possono permettersi di contribuire pagando un servizio». Ma al vaglio anche lo «spacchettamento» delle fasce di reddito ad esempio per il pagamento della mensa a scuola (sono solo 3) che sarebbero non solo diseconomiche ma finiscono per non tutelare chi guadagna meno. Il tutto è partito da un dato di fatto. Conti alla mano l'assessore al Bilancio Francesca Balzani ha spiegato che, al massimo entrerebbero 65 milioni di euro nelle casse di Palazzo Marino se il Comune decidesse di adeguare del 20% tutte le tariffe dei servizi del Comune compreso il costo degli abbonamenti e dei biglietti Atm. Fino a 50 milioni di euro dagli aumenti sul trasporto pubblico, 15 milioni su tutti gli altri servizi. Sul tavolo, quindi sono state vagliate tutte le ipotesi per scongiurare gli aumenti Imu e Irpef, deliberati ma «congelati» dalla giunta in attesa delle decisioni del governo, e i possibili scenari che potrebbero trovare posto nel bilancio 2013. Niente di fatto comunque «e tante valutazioni ancora da fare», hanno precisato i capigruppo di maggioranza che rilevano come anche l'aumento prospettato di tutti i servizi comunali non basterebbe a scongiurare le «pesanti» manovre su Irpef (aliquota dello 0,8% per introitare 110 milioni in più) e Imu (aliquota allo 0,55 per 82,5 milioni). Le prospettive su cui i gruppi «rifletteranno» nei prossimi giorni riguardano l'adeguamento Istat delle tariffe dei servizi comunali, per un incremento medio del 20-25%, e quello del trasporto pubblico, sempre di un 20% circa.