Oratori, la carica dei 300mila ragazzi

Luoghi di svago ma anche di crescita. E sempre più famiglie li scelgono per i figli

Che mondo sarebbe senza l'oratorio? «Aperti per ferie» dice lo slogan di questi luoghi dove si gioca, si impara, ci si diverte, per chi vuole si prega, insomma si cresce. Per le famiglie spesso luogo di salvezza, non solo dell'anima, da un welfare pieno di crepe. Per tanti giovani che arrivano da altri Paesi la possibilità di creare e coltivare amicizie con i figli dei signori Brambilla. Così sono trecentomila gli iscritti tra bambini e ragazzi e 50mila gli animatori. «Tanti di loro sono ragazzi delle scuole superiori, che si dedicano con gratuità ai più piccoli, affiancando sacerdoti e religiosi. Favoriamo la crescita umana e cristiana dei ragazzi» dice don Samuele Marelli, direttore della Fom, la Fondazione Oratori Milanesi. «Certamente siamo un aiuto per le famiglie: non chiediamo quote di iscrizione ma un contributo, non siamo un parcheggio sicuro ma un luogo educativo sereno e sicuro. E un crocevia d'integrazione».