Ore contate per il Lambretta Lo sgombero dopo il voto

A far capire che aria tira per il Lambretta, il collettivo - alias centro sociale - che da più di due anni occupa abusivamente le villette Aler del Quartiere Del Sarto, in piazza Ferravilla, sono stati per primi i consiglieri comunali di Sel. «Mettiamo - ha ipotizzato su Facebook Mirko Mazzali - che in una città ci sia un posto bello, chiamiamolo scooter, in un bel quartiere da anni lasciato al degrado. Mettiamo che dei giovani cerchino da tempo e non trovino un posto dove ritrovarsi, per stare insieme, fare attività, politica, musica, sport e decidano di occuparlo. Mettiamo che a un certo punto si senta parlare di uno sgombero. Se fosse un film o un libro tutti diremmo: ma che brutto finale è mai questo». E invece, l'aria che tira è proprio quella di un allontanamento, subito dopo le elezioni. Perché nei film in cui alla fine viene fatta rispettare la legge, non c'è tolleranza per chi si prende con la forza un posto non è suo. Le villette sono di proprietà dell'Aler, l'azienda che gestisce i beni di edilizia residenziale pubblica. Ed è vero che in passato due bandi per la vendita sono andati deserti, ma il complesso di piazza Ferravilla vale milioni e se una terza asta andasse in porto sarebbero fondi da reinvestire sulle case popolari. Invece, tuona un altro consigliere di Sel, Luca Gibillini, «mi sembra che Aler dovrebbe avere ben altro da fare che non occuparsi con tutta fretta di sgomberare Lambretta. In quell'area abbandonata e degradata hanno restituito vita e abitabilità. Buonsenso dice che ciò che è utile non si distrugge». Dovrebbe servire a poco questa volta la mobilitazione della sinistra e degli occupanti, che hanno creato su Facebook la campagna «il Lambretta resiste» raccogliendo le immagini di supporter (ce ne sono dal Leoncavallo o altri spazi autogestiti, c'è l'ex consigliere regionale del Prc Luciano Muhlbauer), tutti con cartelli e slogan «io sto» o «io lotto» con il Lambretta.
E sulla pagina della «resistenza» c'è anche una minaccia nemmeno tanto velata alla giunta Pisapia. «Sgomberare il Lambretta - avvertono - sarebbe per questa amministrazione un atto assurdo e incomprensibile. Affermare che non possono intervenire é una falsità di cui pagherebbero politicamente le conseguenze».
Ma lo sgombero è già stato concordato nelle scorse settimane al tavolo per l'ordine e la sicurezza in prefettura, presenti (ovviamente) anche i rappresentanti della giunta, oltre ai vertici Aler e delle forze dell'ordine. Per evitare di surriscaldare il clima elettorale, le parti hanno concordato di intervenire in piazza Ferravilla dopo il voto, dalla prossima settimana dunque ogni giorno è quello buono. Il Lambretta ha festeggiato il 21 aprile il secondo compleanno. Un primo sgombero nell'ottobre 2012 durò poco, i giovani del centro sociale tornarono dopo qualche tempo e si ripresero lo spazio, srotolando sulla facciata manifesti che rimarcavano la riconquista. Non c'è due senza tre? Questa volta le forze dell'ordine e Aler non dovrebbero ammettere altri blitz.