«Orphans», il noir che strappa un sorriso

Il regista: «Testo beffardo e cinico che riesce a far ridere nei momenti d'angoscia»

Il Festival Fringe di Edimburgo, vetrina internazionale di arti con speciale attenzione alle scene, lo ha applaudito e premiato. Il drammaturgo Dennis Kelly, che ne è l'autore, è tra i più rappresentati in Gran Bretagna, oltre che essere un nome importante anche per cinema e televisione.

Monica Nappo, che ha deciso di metterlo in scena, è molto conosciuta, con una carriera varia, che comprende ruoli comici e parti al cinema, per registi del calibro di Sorrentino, Soldini, Garrone, Ozpetek e Woody Allen (solo per citarne alcuni). Sono due buone ragioni - ma non ne mancano altre - per accomodarsi all'Elfo Puccini (corso Buenos Aires 33, Sala Fassbinder), dove dal 12 al 30 ottobre va in scena «Orphans», diretto da Tommaso Pitta, prodotto da Marche Teatro in collaborazione con Teatro dell'Elfo.

Lo spettacolo è in prima nazionale. A interpretarlo, tre attori: con Monica Nappo, Paolo Mazzarelli e Lino Musella.

La storia è un thriller, perfetta macchina teatrale per un «dramma delle simbiosi», come definisce Pitta, nelle note di regia, lo spettacolo. La vicenda, a grandi linee, è questa. Helen e il marito Danny stanno per mettersi a tavola (è ora di cena, una cena romantica come raramente esistono in famiglia) quando entra come una furia il fratello di Helen, Liam. È ricoperto di sangue, racconta di aver incontrato e cercato di aiutare un ragazzo ferito. Ma le cose non stanno affatto così.

«Orphans» è un noir, un trampolino scenico che permette agli attori di dare la miglior prova di se stessi. «Quello di Dennis Kelly- dice il regista nei suoi appunti- è un testo beffardo, cinico, disincantato, che riesce a far ridere nei momenti più angoscianti e a commuovere in quelli più violenti». Il testo, scritto nel 2009, è stato suggerito al regista da Monica Nappo, e dagli altri due attori. Tommaso Pitta ne ha visto la capacità di disvelamento di capisaldi come la famiglia, la giustizia, la sicurezza.

Dice Danny alla moglie Helen: «Allora è così che si è ridotto il mondo al giorno d'oggi? Chi conosciamo e chi non conosciamo?». Helen risponde: «Sì, proprio. Oggi. Al giorno d'oggi il mondo è esattamente ridotto così. Chi conosciamo e chi non conosciamo».

E tutti a nascondere, sviare, smontare per non far emergere la verità che può far svanire le apparenze. Perché la verità, come recita un motto di Antonio Gramsci (che se ne intendeva), è sempre rivoluzionaria.

ABoz