Padiglioni irraggiungibili È la guerra dei parcheggi

Con la sosta gratis la società rischia una penale e per arrivare all'entrata 20 minuti di navetta

«Sarebbe un'ottima idea». I responsabili del padiglione dell'Oman appoggiano fin d'ora la proposta del commissario di Expo Giuseppe Sala di rendere gratuito il parcheggio auto di Arese (che ora costa 12,20 euro al giorno). «L'ingresso est tornerebbe a vivere» commentano speranzosi. Già da quando lo staff ha deciso di «dirottare» su quel lato parte dei pullman destinati al varco Sud, le cose sono decisamente migliorate.

Ma si può fare di più. E ogni decisione va presa in fretta. Se il padiglione dell'Oman ha comunque una certa visibilità, è del tutto oscurata l'area dei padiglioni della Biodiversità che sono perfino arrivati a minacciare Expo di procedere per vie legali «per il danno che deriva dal mancato funzionamento del varco est» e per le difficoltà che tutti i membri di Federbio hanno riscontrato per entrare.

Il bando sulla gestione dei posti auto per Expo, vinto dalla società Arriva, prevedeva 11 milioni di euro di incasso dai parcheggi e si sbilanciava parlando di una penale-cuscinetto di 3 milioni di euro a carico di Expo nel caso in cui non fossero raggiunti introiti del genere nell'arco dei sei mesi di manifestazione. Ma al momento si è anni luce lontani da quegli 11 milioni. Figuriamoci con i posti gratuiti.

Se non altro però, il posto auto gratis ad Arese riuscirebbe (forse) a trasformare l'ingresso Est da landa desolata a un'area più animata.

Restano tuttavia parecchie contraddizioni da risolvere. Innanzitutto la piaga del tragitto. A pagamento o gratis, il parcheggio di Arese resta comunque lontano e ci vogliono 20 minuti di navetta per arrivare al varco Expo. Contraddizione numero due: a 200 metri dai tornelli c'è un autosilo privato che sarebbe comodissimo per lasciare l'auto e raggiungere l'Esposizione a piedi.

Tuttavia un cartello vieta l'accesso alla vicinissima via Belgioioso che collega ai varchi. Risultato: chi parcheggia è costretto a prendere la navetta e a fare un giro dell'oca infinito. Quando invece potrebbe percorrere pochi metri. Il gestore dell'autosilo che ha 550 posti ma solo una quarantina di clienti al giorno, ha dovuto pure prendere un minibus a noleggio e si sente «boicottato»: può toccare Expo con una mano ma un cartello vieta ai suoi clienti di passare.

«Eppure - spiega il responsabile dell'Expo parking 2015, gruppo Fassina - il nostro parcheggio potrebbe tornare utile soprattutto se Expo dovesse chiudere a mezzanotte: siamo aperti 24 ore su 24 e potremmo anche riservare dei posti convenzionati. Abbiamo inoltrato varie proposte all'amministrazione ma non abbiamo mai ottenuto risposta».

Più volte, durante le riunioni con l'organizzazione di Expo nei mesi scorsi, era emersa l'utilità della presenza di un autosilo privato in quell'area.

E il proprietario del parcheggio coperto aveva fiutato un buon margine di affari. «Ora non riusciamo nemmeno a pagare le spese».

«La limitazione del traffico pedonale è illogica - spiega il gestore - e vanifica l'utilità della nostra iniziativa commerciale». Tanto che è pronta da spedire (entro la prossima settimana) una diffida di quattro pagine a Expo per «lesione dei diritti di pubblica concorrenza».