Via Padova, giri l'angolo e c'è una discarica

Daniela Uva

Scatole, buste dell'immondizia, mobili ridotti in pezzi e qualche elettrodomestico rotto. Non è una discarica, ma una delle traverse di via Padova nelle quali vengono riversati rifiuti ingombranti abusivamente.

Succede ogni giorno, a qualunque ora. I marciapiedi sono impraticabili, la strada è sporca, i cittadini onesti sono infuriati. «Non ne possiamo più - racconta il titolare di una tabaccheria -. Siamo invasi dalla spazzatura e i vigili non ci sono mai». L'emergenza da queste parti non è una novità. In passato la soluzione era stata individuata nell'installazione di cartelli multi lingua che spiegassero come disfarsi dei rifiuti nel modo corretto. «Il consiglio di Zona aveva votato positivamente questo progetto - spiega la responsabile della Sicurezza di Forza Italia Lombardia, Silvia Sardone -, poi è stato accantonato per finanziare un murales in via Arquà. L'opera è costata 2.500 euro, il risultato è che ora il muro è colorato e la strada è piena di rifiuti». Altra richiesta, spesso ribadita a Palazzo Marino, è l'installazione di telecamere di sorveglianza, che potrebbero funzionare come deterrente. «Anche in questo caso - prosegue Sardone - la risposta è sempre stata negativa. Il Comune si disinteressa della questione, Amsa fa quello che può». La discarica a cielo aperto si estende da via Arquà a via Clitumno. E poi ancora in via Jesi e via Conegliano. Strade ad altissima densità di immigrazione, dove in pochi rispettano le regole. «Sarebbero necessarie pattuglie di vigili, specialmente di notte - prosegue -. Attualmente dalle 19 in poi in città ce ne sono 32, impiegate nei presidi fissi, e solo otto in giro. Inoltre bisognerebbe controllare la situazione degli affitti. Fin quando la sicurezza non sarà al primo posto dell'agenda dell'amministrazione la presenza di qualche soldato, seppur positiva, servirà a poco».

La percezione è che Palazzo Marino sia poco sensibile a questi temi. «Negli ultimi anni l'amministrazione ha pensato di risolvere i problemi attraverso l'integrazione - conferma il presidente del Municipio 2 Samuele Piscina -. Il risultato è questo degrado».