DALLA PAGINA 45

Le parole di Berlusconi hanno fatto subito pensare a una presenza del premier a Milano, una delle capitali dei festeggiamenti per la Liberazione e anche uno dei luoghi in cui le bandiere rosse sono sempre sventolate in abbondanza. A stendere i tappeti a Berlusconi è Antonio Pizzinato, presidente dell’Anpi, l’associazione nazionale partigiani, della Lombardia. «Sarebbe importante la sua presenza a Milano come presidente del Consiglio e quindi come rappresentante del governo della Repubblica nata dalla Resistenza. Così assolverebbe il suo ruolo di rappresentante dell’istituzione» è il comitato di accoglienza di Pizzinato.
In piazza a Milano sarà il candidato del Pdl alla Provincia, Guido Podestà. «Per me non è solo una commemorazione della Resistenza. È giusto celebrare questa ricorrenza come un’affermazione dei valori della democrazia e della libertà. Spero che sarà presente anche Berlusconi» spiega. E aggiunge: «Lo spirito deve essere quello di Luciano Violante che, da presidente della Camera, ricordò anche il sacrificio dei giovani di Salò».
A “invitare” il premier è anche l’avversario di Podestà, il presidente della Provincia, Filippo Penati: «Sarebbe un segnale importante di unità in una data simbolo quale è il 25 aprile». Quel giorno sarà a Milano il leader del Pd, Dario Franceschini, che ha sfidato il premier proprio sul terreno delle celebrazioni del 25 aprile: «Venga anche lui». La manifestazione milanese organizzata dall’Anpi, prevede un corteo da porta Venezia e piazza Duomo e ha tra i suoi ospiti l’ex capo dello Stato e antiberlusconiano di ferro, Oscar Luigi Scalfaro, e il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani. In passato non sono mancati momenti di tensione con i partecipanti non ritenuti ortodossi dai manifestanti. Tra le contestazioni più rumorose, oltre a quelle ai danni di esponenti e simpatizzanti di Forza Italia, le urla contro Letizia Moratti, che aveva portato a sfilare il padre partigiano in sedia a rotelle.
Sabrina Cottone