Palalido a canestro Pronto per luglio con una nuova Ztl

I primi piloni sono lì da vedere. Grigio chiaro, alti 18 metri e in cemento armato. Sono loro il primo segno tangibile del nuovo Palalido, dopo anni di promesse, polemiche e colpi di scena. Gli altri 1.500 pezzi saranno montati da qui a fine luglio. «E tra 20 giorni ci sarà già uno scheletro dell'edificio da ammirare», spiega gesticolando l'ingegnere del cantiere, Roberto Marocchi. Uno scheletro da 6mila tonnellate, tanto per intenderci. Che si farà corpo vero e proprio tra circa due mesi, in tempo per la nuova stagione sportiva dell'Olimpia e della Powervolley.
Il nuovo palazzetto da 5.347 spettatori sarà infatti la casa della Milano del basket e della pallavolo. Ma non solo. «Sarà una struttura polifunzionale», sottolinea l'assessore allo Sport del Comune, Chiara Bisconti. Basti pensare alle gradinate mobili, che consentiranno di sfruttare il parterre per concerti , fiere e altri eventi. Il parquet originario si sposterà in circa 4 ore e in 6 ore si potrà ripristinare. Il tutto con l'impiego di appena tre addetti.
La tecnologia è d'avanguardia. Il nuovo Palalido avrà un sistema elettrico che consentirà di ottenere un risparmio energetico fino al 30% rispetto ai sistemi tradizionali. Migliora anche l'isolamento termico, con conseguente diminuzione nelle spese per il condizionamento dell'impianto. A occuparsi dei lavori è la bergamasca Isocell, che annovera nel proprio curriculum la costruzione dello Juventus Stadium. L'impatto acustico dei lavori è praticamente nullo, grazie alla scelta di pre-fabbricazione in azienda e montaggio in loco. In pratica, i pezzi vengono costruiti a Pognano (Bergamo) e trasportati poi al Palalido via camion. Serviranno 217 viaggi da qui alla conclusione dei lavori. Ma a guadagnarci sono le orecchie degli abitanti della zona. Cambierà anche l'accesso al Palalido. Tre ingressi laterali (uno dedicato esclusivamente ai disabili) al posto di quello da piazza Stuparich, due biglietterie all'interno e un parcheggio, ma solo per addetti ai lavori e portatori di handicap. Fin qui la struttura, che dragherà dalle casse del Comune 10 milioni di euro. La gestione toccherà a Milanosport, da sciogliere resta invece il nodo del contratto con Giorgio Armani. Il patron dell'EA7 aveva negoziato un accordo da 600mila euro all'anno per quattro stagioni, al fine di aggiudicarsi utilizzo e naming del palazzetto. Ma il contratto prevedeva una rinegoziazione in caso i lavori non fossero partiti entro il 2011. Il ritardo obbliga così l'amministrazione a ridiscutere (probabilmente al ribasso) le cifre, visto che nel frattempo l'Olimpia è stata costretta ad affittare altri impianti per giocare. La Bisconti mantiene il riserbo: «Stiamo trattando». C'è mistero anche attorno al nome del palazzetto. In passato si pensava a Pala AJ, ma non sono escluse sorprese, dato che anche la squadra non si chiama più Armani Jeans.
Incertezza anche attorno al progetto urbanistico e di riorganizzazione del traffico nelle aree intorno al Palalido. In consiglio di Zona è in discussione una delibera, che prevede anche la Ztl nei giorni degli eventi. «Io sarei favorevole a questa soluzione - dice l'assessore - Mi piacerebbe ci fosse, nei giorni delle manifestazioni sportive e non, una grande area chiusa al traffico dalle vie laterali sino all'ippodromo e a San Siro». Un progetto che farebbe della zona il quartiere dello sport.