In un palazzo 600 aziende: così si lavora e si risparmia

Il fatto che a Milano abbia inaugurato ufficialmente un grande ufficio in cui lavorare è qualcosa di «smart» e in cui si trovano 1300 postazioni lavorative, non significa che questo palazzo appartenga solo a una azienda. Accessibilità, lifestyle, flessibilità, dinamicità, amicizia e networking sono i valori condivisi dal centinaio di aziende e le 90 postazioni dedicate al coworking (tutte gestite da StartMiUp) che si sono temporaneamente insediate in Copernico Milano Centrale. Il nuovo «workspace» è situato appunto in via Copernico 38, a due passi dalla stazione, in un quartiere in via di sviluppo.L'idea di realizzare Copernico è di Pietro Martani, classe 1973, amministratore delegato di Windows on Europe, che gestisce otto edifici come sede di lavoro e uffici vari (620 che ospitano 686 aziende). Il nuovissimo palazzo di sei piani è del Fondo Immobiliare Cimarosa ed è stato completamente rimesso a nuovo per diventare espressione diretta delle nuove esigenze in campo lavorativo: «Copernico pone le persone al centro. Per come è stato ideato e realizzato, traccia un segno nuovo sulla mappa del workspace non solo per le dimensioni, ma per la sua progettualità» dice Pietro Martani. Tradotto: la nuova filosofia del lavoro dinamico e flessibile fa convivere in uno stesso condominio diverse esperienze professionali, tutte in contatto fra loro.L' interrelazione, il dialogo e la conoscenza reciproca sono favoriti. Diversità e convivenza sono valori fondamentali, al punto che Copernico si definisce il luogo «where things happen» e in cui si «dà vita ad un nuovo lifestyle». Salita la scalinata centrale, una volta nell'ingresso, guardando sia a sinistra sia a destra sembra di essere entrati in un bar-ristorante. Da un lato il Copernico Cafè, che serve piatti rigorosamente italiani, come anche il vino, ed è li luogo di ritrovo di tutti i giovani lavoratori che hanno un ufficio in questo nuovo stabile e non solo, mentre a destra ecco i due spazi pensati per le riunioni lavorative. Due modelli, «Lounge» (si accede con una tessera di 40 euro al mese e consente la connessione wireless e aree in cui potersi riunire con i colleghi) e la «Library» (90 euro, stesso concetto ma con un look più simile a un salotto-liberia, luci soffuse e poltrone più comode).Su tutti gli altri piani si trovano uffici affacciati su corridoi, e ovunque sono state ricavate aree in cui intrattenersi: divani, tavolini, collegamenti. Un ufficio con due postazioni costa 1200 euro al mese, comprese scrivanie, bollette e servizi vari. Ogni ufficio è modulabile secondo le esigenze del cliente. Al piano terra si trova anche un'area verde di duemila mq che in estate si popola di sdraio e, sempre dall'ingresso, si accede al «Teatro», più simile a una piccola sala riunioni, e a StartMiUp, il luogo di coworking che ospita diverse start up. La maggior parte delle aziende riunite da Copernico si occupano di tecnologia e prodotti digitali, come i Lightstreamer, il gruppo italiano che ora collabora anche con la Nasa per la sua esperienza in «real-time messaging», idea italiana nata 15 anni fa dalla collaborazione tra Mauro Fantechi e Alessandro Alinone e molto conosciuta all'estero.Ma non solo. Il Padiglione Usa di Expo ha portato un gruppo di ricerca sul tema dell'alimentazione per tutta la durata dell'Esposizione e l'Osservatorio del Politecnico è tuttora presente con un gruppo di ricerca. Mentre, grazie all'idea di Piero Cipriano e Biagio Tumino, dottori rispettivamente in sociologia e in fisica, un'altra realtà presente in Copernico è «Bnbsitter», una figura che accoglie i clienti, si occupa del check-in e out, del menage della casa e di dare consigli ai clienti, per le case in affitto online. Ci sono anche gli artisti, per ora gli unici ad aver utilizzato uno spazio di coworking: si tratta della compagnia di danza «One thousand».