Palazzo Marino conta di recuperare entrate per circa 221 milioni

Il governo azzera l'Imu. Migliaia di euro che tornano nelle tasche dei milanesi e una boccata d'ossigeno per il Comune che eviterà di fare l'esattore per conto dello Stato e incasserà, come ha garantito il ministro Graziano Delrio nella conferenza stampa dopo l'approvazione della manovra in Consiglio dei ministri, la «copertura totale per il mancato prelievo del 2013». Che per Milano sono 139 milioni di euro per le prime abitazioni (più una piccola quota per i terreni agricoli) a cui vanno aggiunti gli 82,5 milioni di aumento «virtuale» dallo 0,4 allo 0,55% dell'imposta approvato dalla giunta a giugno, dunque 221,5 milioni. Anche se l'assessore al Bilancio Francesca Balzani aspettano a tirare il fiato. «Aspettiamo di leggere i dettagli del decreto - è il primo commento -. Abbiamo comunque piena fiducia che il premier Letta mantenga l'impegno granitico preso con l'Anci, garantendo la copertura integrale delle risorse che sarebbero derivate dall'Imu per consentire ai Comuni di chiudere i bilanci 2013». Per quando riguarda l'introduzione delle Service Tax dal 2014 «voglio sottolineare che la scelta del Governo va nella direzione che Milano aveva più volte auspicato. Si tratta di una imposta federale che dovrebbe garantire ai Comuni un gettito corrispondente a quanto versato dai cittadini, in modo da tradurlo in servizi per la collettività». Il 2013 «si conferma anno di passaggio, su cui restano grandi incertezze». Anche sull'approvazione dei Bilanci: «Il governo ha garantito che concederà una proroga ai Comuni ma aspettiamo di leggere il decreto». A Milano parte della giunta spinge per portare i conti in Consiglio al più presto: senza la finanziaria locale si procede con la spesa contingentata per dodicesimi. Tradotto: restano bloccati fondi per le grandi opere pubbliche, dall'investimento per il restauro del teatro Lirico a quelli per il riordino delle strade in tempo per Expo all'abbattimento di vecchie scuole. E il sindaco Pisapia è appeso anche alla prossima scelta romano, quella del 3 settembre sulla distribuzione del fondo di solidarietà tra i Comuni, una partita che vale 52 milioni in più o in meno per il capoluogo lombardo nel caso fossero confermati i tagli annunciati nei mesi scorsi.
Assoedilizia avverte: «La compensazione del minor introito dovuto all'esenzione per la prima casa non deve avvenire all'interno del sistema Imu, in altri termini - incalza il presidente Achille Colombo Clerici - non si può scaricare il costo di questa operazione nè sugli immobili commerciali nè sugli immobili in locazione o da locare, nè sulle seconde case a disposizione, già tartassate pesantemente, pena l'ulteriore aggravamento di una situazione di mercato già in fortissima crisi».ChiCa