Per il Palazzo della Ragione arriva il restauro-elemosina

Il 24 febbraio scorso Elena Grandi, presidente della Commissione Verde, ambiente, demanio, casa e capogruppo della lista Verde Ecologisti del Consiglio di Zona 1, dichiarava al «Giornale» che per il 2015 avrebbe voluto la sistemazione del palazzo della Ragione in piazza Mercanti, coinvolgendo uno sponsor come è stato fatto per l'operazione Galleria. Non è stata la prima. Sarà l'ultima?
Un'altra donna, l'assessore ai Lavori pubblici, Carmela Rozza, oggi annuncia: «Palazzo della Ragione, sede dell'antica Loggia dei Mercanti, è un luogo storico della città. Il suo restauro fa parte di un piano di riqualificazione del centro: consentirà ai tanti turisti milanesi che passano e si fermano ogni giorno in via dei Mercanti di apprezzare il Palazzo riportato all'antica bellezza».
Sarà un intervento di carattere conservativo e messa in sicurezza, specificano dal Comune. Cosa significa? Costo dell'operazione: 68 mila euro, una cifra che parla da sola se si pensa alle migliaia di euro riservate a opere che si stanno impiantando per «Expo». Quindi, non ci sarà da aspettarsi il ritorno del Palazzo allo splendore medioevale, per il quale Milano era stata decantata da Bonvesin de la Riva. Per l'amenità di questo broletto, una piazza erbosa che testimoniava una realtà milanese superiore a quella romana, secondo Bonvesin, perché già da allora Milano era per natura una città di vie d'acqua salubri che ringiovanivano l'età degli uomini. L'intervento di chirurgia sulle mura del Palazzo, che sarà effettuato con soppalco aereo e non con ponteggi, inizia domani e termina entro la fine d'aprile; il suo scopo è quello di mettere in sicurezza la parte alta della struttura: le quattro facciate, il tetto, la gronda e i pluviali, il consolidamento delle superfici, oltre alla sistemazione del ciottolato che si trova su lato Duomo. Leggendola così potrebbe sembrare che questi siano solo cerotti che garantiranno una visione ordinata. Insomma un intervento per blandire le cicatrici troppo forti che l'incuria di anni hanno segnato sulla pelle di tale meraviglia. Nessun riferimento al salone del primo piano, all'eventualità di un ascensore per i disabili, alla sistemazione di un nuovo, più importante ingresso sulla via Mercanti. E pensare che la Loggia sotto il palazzo vanta una chicca insuperabile: l'acustica. Sussurrando una cifra in un angolo della Loggia, la puoi sentire nell'angolo opposto. Raffinatezze di un'architettura che oggi ci sogniamo. Continueremo a sognarcela, visto che per il Palazzo ci sono solo «trenta denari». La cifra di un tradimento pezzente. L'importante è che all'esterno sembri a posto come le case senza storia nei film del Far West.